Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica La Lega snobba Monti e riapre il Parlamento padano

La Lega snobba Monti e riapre il Parlamento padano

Dovevano incontrare Mario Monti a Roma e invece i delegati della Lega hanno ieri preferito andare a Milano per partecipare al consueto vertice del lunedì. La decisione di “dare buca” al presidente del Consiglio designato non è passata inosservata e ha, anzi, potenziato i sospetti di quanti sostengono che il Carroccio stia tentando di recuperare il rapporto con l’elettorato, rilanciando la linea del “celodurismo” che tanti consensi gli procurò al suo esordio.

La Lega al telefono – Tra l’ex commissario europeo incaricato da Giorgio Napolitano di formare il nuovo governo e i dirigenti della Lega non c’è stato ieri alcun incontro, ma solo una telefonata – definita “cordiale e collaborativa” – con Umberto Bossi. Una breve conversazione nel corso della quale il Senatur ha sostanzialmente ribadito quanto detto sabato al capo dello Stato: “Siamo indisponibili a votare la fiducia al futuro governo, ma disponibili a valutare caso per caso i singoli provvedimenti”.

Ritorno alle origini – Ma da via Bellerio è trapelata ieri anche un’altra interessante notizia, ovvero la decisione di ripristinare dal prossimo 4 dicembre il Parlamento della Padania, l’assemblea che si riunisce nel vicentino per tutelare e rappresentare gli interessi della gente del Nord. La decisione è stata salutata con entusiasmo dai militanti padani che, “scaricato” il Cavaliere, sognano di poter rinnovare il loro rapporto di fiducia con il partito di Bossi. La Lega, infatti, appare sempre più orientata a ritornare alla linea iniziale, ricorrendo a un “oltranzismo” che promette battaglia anche in Parlamento.

Alla conquista del Nord – L’obiettivo è – come già detto – quello di rinsaldare il rapporto con gli elettori, ma non solo. Il Carroccio vorrebbe avviare una vera e propria campagna di conquista al Nord (nei sogni dei padani ci sarebbe la presidenza delle Regione Lombardia, momentaneamente retta dal pidiellino Formigoni), così da rendere sempre più palpabile l’opzione dell’agognata secessione.

Maria Saporito