Omicidio di Varese, arrestato un conoscente della vittima

Ha confessato – L’uomo di 42 anni conosceva la donna trovata morta nella sua abitazione in provincia di Varese. La porta non era stata forzata quindi Marianna Ricciardi aveva aperto al suo assassino, non prevedendo di iniziare a litigare con lui, nè tantomeno che l’uomo le si scagliasse contro. Gli investigatori sono risaliti subito a lui, e dopo un interrogatorio durato tutta la notte, hanno ottenuto la piena confessione del reato.

Avevano una relazione – Sembra che i due avessero avuto una breve relazione e che lei si fosse decisa a interromperla, probabilmente a causa dei sensi di colpa nei confronti del marito e della figlia, decisione che l’uomo non ha accettato di buon grado, perciò ha deciso di recarsi a casa della 35enne per dissuaderla. Ma i due hanno iniziato una lite che è diventata sempre più violenta fino al tragico epilogo: l’uomo ha colpito Marianna alla testa, più volte, con un corpo contundente, probabilmente una sedia fuggendo subito dopo. E’ stato il marito a trovare il corpo al suo rientro a casa.

Lavorava in un centro per anziani – Si erano conosciuti nell’associazione Aloisianum, che si occupa di anziani, dove Marianna lavorava da 10 anni e nella quale l’uomo era arrivato da pochi mesi, affidato a Padre Imperatori, che dirige l’associazione, dalla Caritas di Gallarate, perché disoccupato e senza casa. L’uomo, già denunciato nel 2009 per aggressione nei confronti di un’altra donna, questa volta dovrà rispondere dell’accusa di omicidio volontario aggravato da crudeltà.

Marta Lock