La Turchia taglia le forniture alla Siria: il regime di Assad sempre più isolato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:26

ANKARA – Il ministro dell’energia Turco, Taner Yildiz, ha confermato all’agenzia Anadolu la notizia secondo la quale la Turchia ha deciso di interrompere le esplorazioni petrolifere in atto con la Siria: si tratta di una collaborazione economica legata ad una gestione di sei pozzi da parte della compagnia statale turca Tpao con la corrispondente compagnia nazionale siriana.

Non solo petrolio – L’esponente del governo di Ankara ha anche minacciato di interrompere la fornitura di energia elettrica alla Siria, anche a causa dei recenti attacchi subiti da alcune sedi diplomatiche in territorio siriano da parte dei sostenitori del regime di Bashar al-Assad.
Le misure con le quali l’ONU, l’Unione Europea e da ultimo la Lega Araba avevano deciso di sanzionare la Siria per cercare di ottenere un miglioramento della situazione in atto e la fine della repressione contro le proteste che dal marzo scorso infiammano il Paese mediorientale in realtà non prevedevano tagli alle forniture di energia e di acqua.

Una questione geostrategica? – Da alcuni mesi circolano indiscrezioni che vogliono la Turchia complice di un piano di attacco finanziario orchestrato dagli Stati Uniti e dalle monarchie del Golfo – Arabia Saudita in testa. Il piano prevederebbe appunto l’immediata cessazione dei rapporti economici e finanziari turco siriani: tale mossa costringerebbe tuttavia Ankara ad abbandonare il progetto internazionale del gasdotto con l’Egitto, che dovrebbe passare attraverso la Giordania ed il territorio siriano. Ma Russia e Cina, che hanno in atto diverse concessioni e accordi di cooperazione economica con il regime, avvertono un possibile e crescente interesse occidentale in questo settore strategico.

Ancora morti – Nel frattempo dalla Siria giungono ancora notizie di violenza e morte: nella sola giornata di ieri avrebbero perso la vita 69 persone in seguito agli scontri avvenuti nel sud del Paese tra disertori dell’esercito e truppe fedeli al Presidente Bashar al-Assad.

Tommaso Palmieri

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