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Donna uccisa a Varese, arrestato l’amante

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Una donna di 35 anni, Marianna Ricciardi, è stata uccisa due giorni fa nella sua abitazione di Samarte, in provincia di Varese. La donna è stata ammazzata con una serie di colpi alla testa ed è stata ritrovata da suo marito riversa sul pavimento di casa in una pozza di sangue. Il marito della donna, Luca Pittaro, si era insospettito dopo che la madre di lei gli aveva detto che Marianna non era andata a prendere la bambina dopo la scuola e non rispondeva neanche al citofono. Arrivato a casa, Pittaro si è trovato davanti ad una scena raccapricciante: Marianna era stesa a terra esanime, massacrata a colpi di sedia.

Uccisa dall’amante – Ed è stato proprio Pittaro il primo ad essere sospettato dell’omicidio di sua moglie: portato dagli investigatori nella caserma di Busto Arsizio, è stato interrogato per diverse ore. Ieri notte, però, c’è stata la svolta nell’inchiesta: i sospetti, infatti, sono stati dirottati su un amico della vittima, un 42enne di Gallarate, che avrebbe ucciso la donna nel corso di una lite. Il 42enne ha confessato il delitto durante l’interrogatorio con il sostituto procuratore di Busto Arsizio Mirko Monti, che ne ha disposto il fermo. “Era una bravissima donna, una gran lavoratrice. Sempre gentile ed educata. Proprio non mi capacito di cosa possa essere successo», ha detto il sindaco di Gallarate Edoardo Guenzani a Varese News subito dopo la scoperta del cadavere. Domenico Cascino, un inserviente di Gallarate, ha raccontato ai carabinieri di aver avuto una relazione con Marianna, che la donna aveva deciso di interrompere proprio quel giorno. Sarebbe stato questo il motivo alla base di un violento litigio tra i due, sfociato nel delirante gesto dell’uomo. Domenico Cascino, infatti, accecato dall’ira, avrebbe ferito Marianna prima con una scacchiera di marmo e con altri oggetti presenti nell’abitazione e l’avrebbe finita, poi, colpendola con una sedia. Sperando di sviare i sospetti da se stesso, l’uomo avrebbe simulato una rapina, portando via il portafogli, il cellulare e la fede nuziale della vittima. Uscito dall’abitazione, avrebbe gettato gli abiti sporchi di sangue in un cassonetto. Attualmente l’uomo è detenuto nel carcere di Busto Arsizio.

Francesca Theodosiu