In Bulgaria l’aria peggiore dell’Unione europea

Un dossier diffuso dal network editoriale EurActiv assegna alla Bulgaria un primato di cui il paese balcanico avrebbe fatto volentieri a meno: a Sofia e dintorni si respira la peggiore aria di tutta l’Unione europea, con tassi di inquinamento urbano che hanno portato a un innalzamento vertiginoso della mortalità causata da tali fattori.
Nel documento si legge: “L’inquinamento cronico rende la Bulgaria uno dei luoghi più mortali al mondo, nonostante gli sforzi fatti nel corso degli anni per migliorare il monitoraggio e conformarsi alle norme dell’Ue”.
A sentire gli analisti, il problema principale non sta nella carenza di adeguate leggi che regolamentino le azioni della cittadinanza, ma l’incapacità di assicurare una corretta applicazione delle suddette norme: “Abbiamo ottime leggi e sistemi di monitoraggio in atto, ma il problema più grande è che non abbiamo alcuna agenzia di stato che possa far rispettare le leggi“, ha detto Georgi Stefanov, responsabile del WWF.
La Commissione europea, d’altro canto, ha posto nel 2013 il termine entro cui la Bulgaria dovrà dimostrare di aver provveduto a migliorare la qualità della propria aria.
Secondo il dossier, a pesare sullo stato ambientale del Paese è stata di certo la “pesante eredità tossica” lasciata dal regime comunista nel 1989, ma a ciò bisogna aggiungere lo stato di decadenza in versano le infrastrutture industriali e dei trasporti, oltre alla stretta dipendenza, da parte di larghi strati della popolazione e in particolare dei ceti più poveri, dal legno per i riscaldamenti delle abitazioni.
Stando alle stime fornite dalle Nazioni Unite, il grado di mortalità da inquinamento atmosferico urbano in Bulgaria è inferiore soltanto a quello dell’Armenia.

S. O.