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Iran, Gran Bretagna: Non escludere intervento militare. Francia e Germania contrarie

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Sembra un film già visto e in effetti il timore di assistere a un nuovo revival dell’Occidente che, calatosi nei panni di chi detiene la giustizia planetaria, si arroga il diritto di fare la guerra in nome della pace da preservare.
Un controsenso che negli ultimi otto anni ha portato alla morte di più di centomila persone in Iraq. A quei tempi, ad avere le armi di distruzione di massa si riteneva che fosse Saddam Hussein. Poi si scoprì che così non era, ma ormai era troppo tardi per tornare indietro e così il compito fu portato comunque a termine: una distruzione di massa, distillata nel corso di quasi un decennio.
Oggi, invece, potrebbe toccare all’Iran di Mahmud Ahmadinejad, un personaggio di certo sui generis e che nella propria indole non ha pulsioni verso la diplomazia – si ricordino gli attacchi verbali a Israele e agli Stati Uniti – ma che, al di là dei costumi un po’ grotteschi, forse non si distanzia molto da alcuni leader occidentali del presente o del recente passato.

Bomba atomica – L’espressione ‘bomba atomica’ può essere considerata a tutti gli effetti un iponimo di ‘armi di distruzione di massa’. Questione di precisione linguistica, per il resto il contesto (pretesto?) è sempre lo stesso. Con una sola differenza: la maggior parte degli analisti politici vede, in un attacco militare all’Iran, il rischio di scatenare qualcosa di ancora più grosso di ciò che è accaduto in Iraq.
Nonostante i recenti buoni propositi resi noti dal presidente statunitense Barack Obama, che si è detto interessato a risolvere la questione per via diplomatica o comunque non militare, continuano a far preoccupare le posizioni di Israele e della Gran Bretagna. Quest’ultima, per bocca del ministro degli Esteri William Hague, ha dichiarato di non sentirsi di escludere la possibilità di un intervento militare in Iran: “Non facciamo appello ad un’opzione militare né la auspichiamo. Ma tutte le opzioni devono restare sul tavolo“.

Le voci contrarie– A escludere categoricamente l’intervento militare sono invece la Germania che ha fatto sapere, tramite il capo della diplomazia tedesca Guido Westerwelle che “se l’Iran rifiuta di cooperare con l’Aiea, sanzioni più severe sono inevitabili, ma noi non partecipiamo alla discussione su un intervento militare. Noi crediamo che queste discussioni siano controproducenti e le rigettiamo”.
Stesso discorso è stato fatto dal ministro degli Esteri francese Alain Juppé che ha dichiarato: “Dobbiamo prepararci a rafforzare le sanzioni per evitare ogni intervento irreparabile“, e da quello lussemburghese Jean Asselborn che ha auspicato il coinvolgimento di Cina e Russia, alleati dell’Iran, nell’opera diplomatica: “Non posso immaginare che la Russia e la Cina abbiano un interesse al fatto che l’Iran disponga di una bomba atomica”.

Simone Olivelli

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