Milano: grande ritorno per gli Incubus

Incubus, Milano, Concerto. Ritornano in Italia per uno strepitoso concerto, dopo tanti anni, con una performance stellare al Mediolanum Forum di Milano. La città meneghina è avvolta dalla consueta nebbia e, nonostante il freddo pungente, sono centinaia i ragazzi che si riversano ad Assago per assistere ad un evento molto atteso. Ad aprire il concerto i Fin, band alternative inglese, che accompagnerà gli Incubus in tutta la tournée Europea.

Il concerto. Sono le 21 e 02, nemmeno il tempo di ambientarsi in un Forum gremito di giovani festanti e il concerto inizia. Il leader della band, Brandon Boyd, oltre ad essere uno strepitoso cantante è anche davvero affascinante. L’accoglienza dedicatagli dal pubblico femminile è assordante: applausi, urla, gridolini, faranno da sottofondo per le prime canzoni.
Il primo pezzo in scaletta è “Megalomaniac” dell’album “A Crow Left of the Murde” pubblicato nel 2004 ed è un boato generale. Dalle prime note si capisce subito che sarà un concerto intenso e di ottimo livello musicale. Alle spalle della band, un enorme wall mostra video proiezioni che spaziano da foto, a disegni animati, a grafiche spettacolari. Grazie ad alcuni cameramen presenti sul palco sul mega schermo appaiono riprese onstage dei musicisti che spesso si intersecano con effetti grafici. Il secondo pezzo proposto, “Pardon me”, è una delle canzoni più amate dal pubblico Italiano. Il calore sprigionato dalla band si propaga per tutto il forum: i fan cantano e accompagnano Brandon nei suoi virtuosismi canori.

Durante tutto il concerto vengono proposte sia canzoni nuove dall’album “If Not Now, When?”, come “Promises promises” e la title track del disco e pezzi storici della band. Le ultime fatiche degli Incubus sono canzoni più morbide, più romantiche. In contrapposizione, però, i vecchi pezzi sono carichi di energia e ritmo come per “Anna Molly”, dove l’atmosfera  si scalda sensibilmente.

Gli Incubus a metà concerto regalano un momento intimo al pubblico accorso: “Defiance” e “Love Hurts” proposti in acustico. Sul palco solo Mike Einziger, il chitarrista e Brandon Boyd.
Giusto il tempo di assimilare la dose di romanticismo offerta al pubblico e si riparte subito con una serie di pezzi carichi di adrenalina come “Dyg”, “Nice to know you” e altri due brani che hanno scalato le classifiche mondiali come “Drive” e “Wish you were here”. Prima di congedarsi definitivamente al pubblico gli Incubus propongono ancora due pezzi: “A certain shade of green” e “Tomorrow’s food”. Da sottolineare l’estrema bravura sia dei componenti delle band che del leader Brandon, una performance ai limiti della perfezione carica di energia e intensità.

Pier Luigi Balzarini