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Tumore prostata: tra le cause anche pillola contraccettiva

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Legame tra pillola femminile e aumento tumori alla prostata. L’uso della pillola contraccettiva potrebbe aver contribuito all’aumento dell’incidenza del cancro alla prostata. Lo sostiene uno studio dell’Università di Toronto, secondo il quale i sottoprodotti ormonali degli estrogeni della pillola, assorbiti dal corpo femminile, vengono rilasciati e “arrivano” ai maschi tramite l’acqua da bere. Lo studio, pubblicato su BMJ Open, esamina i dati raccolti dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro e il Report sull’uso dei contraccettivi stilato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Lo studio. I ricercatori hanno rilevato che l’uso della contraccezione orale da parte delle donne, cresciuto a dismisura negli ultimi 40 anni, avrebbe provocato, a livello mondiale, un aumento dell’incidenza del tumore alla prostata e una crescita del numero dei decessi per questa neoplasia. Secondo gli autori l’uso sempre più diffuso della pillola provocherebbe un aumento, a livello ambientale, della dispersione – tramite l’urina di chi fa uso del contraccettivo – dei sottoprodotti del metabolismo di questi farmaci tra cui alcuni “distruttori endocrini”, sostanze caratterizzate dalla capacità di interferire con il funzionamento del sistema endocrino e capaci quindi di interferire con lo sviluppo della neoplasia. Questi, spiegano gli autori, finiscono poi nella catena alimentare, esponendo al rischio tutta la popolazione. L’uso di altri tipi di contraccettivi (dispositivi intrauterini, preservativo) non ha dimostrato alcun tipo di associazione con il tumore. Il team di ricercatori sta comunque approfondendo le ricerche per chiarire quale sia il legame tra le due tendenze.

Adriana Ruggeri