Google Music: sfida a Apple e Amazon

Google Music – Il fascino e il potere della Musica apre una battaglia a colpi di tecnologia che passa tutta per la rete. Il colosso Google, infatti, lancia il suo sua guanto di sfida a iTunes e Amazon entrando nel mercato della musica on-line grazie al nuovo servizio “Google Music”. Per ora disponibile solo negli Usa, utilizza la piattaforma di Android Market e ha già trovato l’accordo sia con le principali case discografiche mondiali, sia con i musicisti indipendenti che potranno vendere direttamente le loro opere stabilendone anche il prezzo.

Caratteristiche di Google Music – Google Music, che può essere utilizzato anche attraverso gli strumenti Apple, ha la capacità di immagazzinare e riprodurre fino a 20mila canzoni gratis su Internet senza l’ausilio di nessun apparato di memoria dando la possibilità di sincronizzare i dispositivi o copiare le canzoni dall’uno all’altro. Il vero vantaggio, quindi, per i consumatori, è la possibilità di comprare e immagazzinare la musica da qualsiasi apparato che utilizzi il software Android e a chi acquista musica, il servizio consente anche di scambiare le canzoni con gli amici del social network Google+, così come sottolineato da Jamie Rosenberg, direttore dei contenuti digitali di Google per Android in una conferenza stampa in uno studio di Hollywood: “Google Music consente di scoprire, comprare e condividere musica in forme nuove, innovative e personalizzate”. Ma oltre ad immagazzinare, Google Music mette anche in vendita a circa un dollaro un catalogo di 13 milioni di canzoni di artisti della Emi Records, Universal Music Group e Sony Entertainment, e di altre case discografiche indipendenti. La musica di artisti come Coldplay, Drake e Pearl Jam è già disponibile nel servizio. Fuori dal circuito rimarrà, almeno per ora, il quarto gigante della registrazione, Warner Music Group, perché considera il sistema poco garantito dalla pirateria. Un’esclusione pesante secondo gli analisti che vedono nell’assenza del “magazzino musicale” di artisti del calibro di Led Zeppelin e Prince, un limite di Google Music in termini di appeal nei confronti dei consumatori.

Dario Morciano