Gli studenti non si fidano di Monti

C’è “Profumo di austerity”. Con questo slogan, che ha aperto il corteo romano, decine di migliaia di studenti – nella Capitale come in altre 60 città italiane – sono scesi in piazza per rilanciare la loro mobilitazione “contro il governo dei sacrifici” e per sostenere scuola, università e ricerca pubbliche e di qualità, proprio nel giorno in cui il neonato Governo Monti si apprestava a incassare in Senato una larghissima maggioranza.
“Quello che chiediamo oggi – ha spiegato Sofia Sabatino, della Rete degli Studenti – è, prima di tutto, di investire su scuola, università e ricerca per uscire da questa crisi provocata dalle speculazioni finanziarie”.

Profumo apre al dialogo – Il neo ministro dell’Istruzione Francesco Profumo – una vita nel mondo universitario e nelle stanze del potere economico e finanziario del Paese – appena subentrato all’ormai ex ministro Mariastella Gelmini, ha voluto segnare una netta discontinuità di atteggiamento rispetto alla sua predecessora.
Voglio essere il ministro dell’ascolto ma condanno ogni prevaricazione. Sono disponibile a un incontro a breve. – ha spiegato oggi Profumo – E’ mia intenzione ascoltare con attenzione e interesse tutte le voci del mondo della scuola e dell’università che vogliano essere propositive”.
Parole di apertura che, tuttavia, non hanno convinto gli studenti, tutt’altro che rassicurati dalla nascita di questo nuovo esecutivo tecnico di “emergenza”.

Gli studenti non dimenticano – I collettivi e i sindacati studenteschi che hanno animato le mobilitazioni di ieri, infatti, non perdonano al nuovo ministro i suoi trascorsi da rettore compiacente alla riforma dell’Università voluta dal Governo Tremonti – Berlusconi.
Noi ce lo ricordiamo Profumo quando a Torino era rettore, nel 2008. – hanno spiegato alcuni studenti – Lo abbiamo contestato e ci ha fatto caricare, ecco il suo dialogo. Ha sostenuto la riforma Gelmini. Ci chiediamo come possa cercare un dialogo. Per noi la Gelmini è stata un colpo mortale alla scuola e all’università”.
Non è solo Profumo, in ogni caso, a inquietare gli animi degli studenti italiani. Scorrendo l’elenco dei ministri della squadra di Governo di Mario Monti, infatti, è facile imbattersi in rappresentanti di alto livello del panorama delle università private italiane (Bocconi, Luiss, Cattolica…).
Non è un caso, quindi, che, insieme a Bankitalia e alle filiali delle più potenti banche italiane (anch’esse ben rappresentate nel nuovo esecutivo) proprio le università private siano state al centro delle contestazioni dei cortei di ieri mattina.

Monti riparte dalla riforma Gelmini – Mentre gli studenti sfilavano in corteo, il neo Primo Ministro Mario Monti teneva in aula il suo discorso programmatico, in occasione del primo voto di fiducia.
Fra i riferimenti fatti al mondo della conoscenza – e confermati dalle indiscrezioni in merito alle volontà del ministro Profumo – spiccano, come riportato anche da “Il Sole 24 Ore”, gli elementi di continuità con il precedente Governo in merito ai test Invalsi – tanto contestati dai docenti della scuola pubblica – e alla riforma dell’Università disegnata da Tremonti e dalla Gelmini, che Monti vorrebbe portare all’attuazione completa nel minor tempo possibile.
Quanto basta per spiegare l’assedio pacifico al Senato orchestrato dal corteo romano.
“Le uova che abbiamo lanciato erano per Monti. Sono il nostro benvenuto. – hanno gridato gli studenti dal megafono – Caro Monti ci conoscerai bene ci avrai come opposizione. Ti rimanderemo a casa”.

Mattia Nesti