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Senato: via libera al governo Monti con fiducia storica

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Il governo guidato da Mario Monti ha incassato ieri una fiducia record al Senato. A palazzo Madama 281 sono stati i voti favorevoli al programma del nuovo esecutivo, che è stato bocciato solo dai 25 leghisti presenti in Aula. E nelle discussioni seguite all’intervento del neo premier, i capigruppo hanno ufficializzato le posizioni avanzate nei giorni scorsi.

Risultato bulgaro al Senato – Dopo il lungo discorso programmatico del nuovo presidente del Consiglio al Senato (durato circa 44 minuti), i capigruppo dei vari partiti hanno detto la loro, confermando il quadro già delineatosi nei giorni precedenti. Il sostegno al nuovo esecutivo è stato “bulgaro”, fatta eccezione per il Carroccio, che ha confermato il suo no al “governo dei banchieri”. Per Mario Monti, insomma, un risultato storico, ma anche la consapevolezza di non potersi cullare troppo perché le “insidie” potrebbero nascondersi dietro l’angolo. O dietro lo scranno.

Pdl in attesa dei dettagli – “Il Pdl offre oggi il suo consenso al governo Monti per senso di responsabilità nazionale – ha detto il rappresentante dei senatori pidiellini, Maurizio Gasparri –  Abbiamo chiara la rotta da seguire. L’amor di Patria è l’imperativo morale che ci guida, non ci sentiamo sconfitti ma abbiamo consapevolmente scelto di condividere il programma”. “L’intervento del presidente del Consiglio conferma la nostra volontà di esprimere un voto favorevole”, ha continuato Gasparri, che ha però precisato: “su alcune questioni a cui si è accennato, come il tema degli immobili, quando conosceremo le proposte nel dettaglio decideremo”.

Il Parlamento alleato – “Sosterremo Monti, senza permettere che le vecchie tensioni inquinino lo sforzo che stiamo facendo nell’interesse dell’Italia – ha dichiarato la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro – La composizione del governo è un’ulteriore fonte di consenso: per questo ringraziamo il presidente. Io credo che questo Parlamento debba chiederle un impegno – ha continuato la democratica rivolgendosi direttamente a Monti –  di considerarlo il suo primo, potente alleato. Questo è l’impegno nazionale del Pd: consenso, lealtà e collaborazione al governo Monti”.

Nessuna condizione dall’Udc – Inequivocabile la posizione dell’Udc: “Il nostro sostegno – ha detto il capogruppo a palazzo Madama, Giampiero D’Alia – sarà senza condizioni perché dobbiamo fare uscire l’Italia il più rapidamente possibile dalla crisi economica e sociale nella quale drammaticamente si trova. E ci auguriamo che tutti si comportino nello stesso modo. Condividiamo le sue dichiarazioni programmatiche perché – ha spiegato il centrista – sono intrise della voglia di aiutare l’Italia a cambiare. Come è avvenuto in passato, solo mobilitando tutte le energie migliori possiamo costruire una nuova stagione di crescita e di sviluppo”.

Oltre gli orrori di ieri – Più cauta, invece, la dichiarazione del dipietrista Felice Belisario: “Noi voteremo la fiducia per lasciarci alle spalle la galleria di errori ed orrori a cui abbiamo assistito – ha detto al presidente Monti – e non faremo pressione sulla scelta dei sottosegretari, ma la preghiamo di continuare a scegliere tecnici”. Non solo: “La attendiamo alla prova dei fatti concreti, senza nessuna pregiudiziale – ha continuato il capogruppo dell’Idv al Senato – ma saremo vigili e non faremo alcuno sconto”. “Due punti ci hanno lasciati interdetti – ha poi puntualizzato Belisario –  vogliamo che il ministro dell’Ambiente rispetti i risultati del referendum indetto e che venga istituito il dicastero per la Pubblica Amministrazione”.

Il no isolato del Carroccio – Più muscolare, infine, la posizione della Lega, unico gruppo parlamentare ad aver negato la fiducia al nuovo esecutivo. “I banchieri nel governo  faranno gli interessi delle loro banche o dei cittadini? – si è chiesto il capogruppo del Carroccio, Federico Bricolo – Si parlerà a lungo del conflitto di interessi di questo governo. In questo esecutivo non ci sono il ministero per il Federalismo, quello per la Semplificazione e quello delle Riforme – ha poi notato – C’è invece il ministero per l’integrazione, cioè degli interventi a favore degli immigrati. Ma in questo momento di crisi non sarebbe meglio aiutare gli anziani, le famiglie e i precari? La maggioranza che sosterrà il governo è frutto del solito trasformismo all’italiana a cui la Lega – ha rivendicato Bricolo – non ha voluto partecipare”.

Maria Saporito