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Servizio Pubblico: gli studenti ed il centro sociale in studio

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Servizio Pubblico – Ieri è stato un giorno importante per gli studenti militanti: la manifestazione che mescolava il giorno dedicato al diritto allo studio e l’indignazione delle masse è riuscita discretamente bene, e la loro voce è arrivata fin negli studi di Servizio Pubblico. La parola è stata data ad un ragazzo ed una ragazza che hanno preso parte all’evento apologetico di ieri, ma anche ad Agnese, giovane facente parte del centro sociale “Il cantiere”.

Gli studenti – Alice, ragazza dai capelli rossi con l’ormai sovversiva ambizione di voler restare nel proprio Paese, ha parlato subito prima di Jacopo, uno studente medio che è parso un po’ intimidito. Rimasto “simpatico” a Santoro dopo un’intervista nella quale aveva distinto la propria sensazione “a caldo” da quella “a freddo” in rapporto alle forze dell’ordine ed al loro ruolo nelle manifestazioni studentesche, Jacopo ha parlato di nuovo della rabbia che si prova di fronte ad una lotta in cui ci si ritrova ad essere avversari quando si potrebbe essere alleati. Ebbene, i due giovani di cui sopra hanno palesato di certo idee condivisibili e che si trovano alla base del pensiero di molti fra coloro che ieri e durante gli anni precedenti a questo hanno manifestato per i propri diritti, ma c’è da dire che nella puntata di ieri né il centro sociale “il Cantiere” né gli studenti di ritorno dalle piazze hanno saputo offrire un’analisi politica efficiente e costruttiva, e se Alice e Jacopo sono rimasti simpatici al pubblico in sala a causa della genuinità e della tenerezza dei loro pensieri giustamente colmi di rabbia, lo stesso non è accaduto per ciò che concerne Agnese, la giovane del Cantiere.

Analisi politica inefficiente – Agnese, la ragazza de “il Cantiere”, ha ricevuto la parola più volte, ed ha concentrato il proprio discorso sulla questione della mancanza di equità nella distribuzione delle ricchezze e sullo slogan vincente proveniente dall’America: “Noi siamo il 99%”. In molti hanno notato la mancanza di corrispondenza che spesso c’era fra le domande di Santoro e le sue risposte, tanto che lo stesso presentatore è stato applaudito dal pubblico in sala quando ha fatto notare simpaticamente alla giovane che stava ripetendo sempre le stesse cose. Se la questione delle ricchezze che andrebbero ridistribuite e del sistema capitalistico che si regge sull’estrema povertà e sulla ricchezza sfrenata può facilmente essere condivisibile, è difficile che lo sia anche l’analisi politica e la conclusione che procedono da questi presupposti. Agnese ha parlato di togliere le ricchezze a Berlusconi e di distribuirle alla popolazione: non che fare una cosa del genere non piacerebbe a molti, ma è un’idea piuttosto ingenua e scarna per qualcuno che nella vita fa politica. “I soliti ragazzi dei centri sociali”? Che non ci si azzardi nemmeno a scadere in un simile luogo comune, che non ha motivo d’esistere, così come è sano pensare che siano privi di senso anche tutto il resto dei “modi di dire” (pericolosi quanto si tramutano in modi di pensare) atti a screditare categorie intere piuttosto che individui singoli, come se fossimo tutti “raggruppabili” alla stregua delle bestie da macello.

Martina Cesaretti