Servizio Pubblico, terza puntata: Governo Tecnico e democrazia (video)

Servizio Pubblico – La puntata di ieri di Servizio Pubblico è stata una puntata fortunata per molti motivi. Anzitutto è capitata nella sera di un giorno importante per alcune delle mobilitazioni nazionali (e non) di studenti e lavoratori: ieri era la giornata internazionale del diritto allo studio, ma era anche il giorno stabilito negli Stati Uniti d’America per Occupy Wall Street. Un nuovo giorno d’indignazione dopo il quindici ottobre, insomma; quel quindici ottobre che ha ingiustamente marchiato come violenti anche coloro che erano partiti da casa solo armati della propria indignazione, che è l’unico oggetto felicemente contundente che la protesta degli “indignados” prevede.

Post-Berlusconi – La puntata di ieri è capitata “a fagiolo” anche e soprattutto per un altro motivo: siamo appena entrati nel periodo politico post-Berlusconi, periodo che molti attendevano con ansia e che, probabilmente, è caratterizzato da un cambiamento solo “di facciata”. Ci prepariamo a dover affrontare un momento storico ancor più difficile di quello appena trascorso: non tutti accettano il “governo di tecnici” che ha il potere, oltre che il compito, di gestire il Paese ora: le piazze di ieri sono state uno specchio fedele dello stato d’animo nazionale.

Democrazia e tutto il resto – Chi si fida di Mario Monti? Antonio Di Pietro ha colorito di battute di spirito i propri pareri di “sentinella del nuovo governo”, ma ha mostrato di voler accogliere il nuovo Presidente del Consiglio e la sua squadra. A non gradire particolarmente alcuni dei “tecnici” del governo in questione è Marco Travaglio, che ha fatto un bel cappotto al neoministro dello Sviluppo Economico, nonché delle Infrastrutture e dei Trasporti, Corrado Passera. Anche Flavio Tosi ha avuto modo di dire la propria, senza ardire ad alcun parere brillante. Discorsi costruttivi, invece, quelli dell’economista Tito Boeri e quelli del giornalista Federico Rampini. Erano presenti in studio anche i lavoratori di una fabbrica del gruppo Best delle Marche ed i ragazzi di un centro sociale, il Cantiere. S’è parlato di mafia, debito pubblico, conflitto d’interessi, ma al centro di questa terza puntata sulla democrazia c’era una domanda ben precisa: quanto c’è di democratico in un governo tecnico, quindi non scelto dal popolo?

Martina Cesaretti