Sigarette, parola d’ordine: scoraggiare il consumo

Sempre più dura la lotta al fumo – Alla VI conferenza nazionale dell’associazione nazionale pazienti Bpco onlus, l’organizzazione che si occupa di supportare le persone malate di broncopneumopatia cronica ostruttiva, malattia polmonare progressiva e pressoché irreversibile, di cui una delle maggiori cause è proprio il fumo di sigaretta, è emersa l’esigenza di inasprire la lotta al fumo dedicando l’80% della superficie dei pacchetti a messaggi negativi nei confronti del consumo di nicotina, limitando l’indicazione della marca al 20% della superficie ed elimandone il logo.

Scoraggiare i giovani – L’intento è quello di riuscire, attraverso un “bombardamento” sulle conseguenze e i danni provocati dal fumo, a scoraggiare i giovani dall’iniziare a consumare sigarette, evitando tutti quei danni alla salute accertati attraverso anni di studi che possono culminare con il cancro o, appunto la bpco. I morti accertati per malattie conseguenti al consumo di nicotina sono 70.000, di cui 30.000 per tumore al polmone.

Tabagismo come la peste – Secondo quanto emerso dal convegno, il tabagismo è da considerarsi una vera e propria epidemia, vista la quantità di decessi che continua a provocare, ai livelli delle pestilenze dei secoli scorsi, e che è importante che il nostro paese si uniformi e investa per la lotta a questa piaga sociale tanto quanto paesi, come per esempio l’Inghilterra, nei quali vengono coinvolti addirittura i cittadini, attraverso piccolissimi contributi, per ampliare la campagna contro il fumo.

Marta Lock