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Siria, la Francia avverte: Il Consiglio di sicurezza dell’Onu deve pronunciarsi

No a qualsiasi intervento unilaterale, aumentare l’entità delle sanzioni e agire soltanto sotto l’egida dell’Onu.
E’ questo il punto di vista espresso dal ministro degli Esteri francese Alain Juppé sull’evolversi degli scontri in Siria, dove da diversi mesi proseguono le manifestazioni di protesta contro il governo guidato dal presidente Bashar al-Assad, che dal canto suo ha fin da subito reagito con le maniere forti attuando una repressione nel sangue dei sentimenti di rivolta.
Se Assad ha fino a oggi giustificato le azioni compiute dalle forze di sicurezza come operazioni atte a mantenere l’ordine nel Paese, sono oramai pochi quelli che sostengono l’operato del leader siriano. A stigmatizzare quanto compiuto dal regime di Damasco è stata anche la Lega Araba che, negli scorsi giorni, si è pronunciata a favore di una sospensione temporanea della Siria dal proprio organico.

Il silenzio dell’Onu – Sulla vicenda si è oggi pronunciato il ministro degli Esteri francese. Juppé, da Ankara dove si trova in visita ufficiale, ha fatto sapere di essere favorevole a una presa di posizione da parte delle Nazioni Unite e si è detto stupito del fatto che ancora non ci sia stato un pronunciamento ufficiale: “La situazione in Siria non è gestibile e il fatto che il regime vada avanti con la repressione è inaccettabile. Non è normale che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu non si sia ancora pronunciato. Spero che quei paesi che bloccano qualsivoglia risoluzione prendano coscienza della realtà”.

Simone Olivelli