Dalla Grande Assemblea, l’Afghanistan che sarà

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:12

Sì alle basi Usa – Sono durati quattro giorni i lavori della Loya Jirga, la “Grande Assemblea” convocata dal premier afgano Hamid Karzai; l’Assemblea era stata radunata per consigliare il governo del Paese sugli argomenti di più stretta attualità, e le sue decisioni hanno subito iniziato a far discutere. Ovviamente, le tematiche che hanno tenuto banco sono state soprattutto quelle riguardanti il prossimo ritiro delle truppe statunitensi dal Paese, previsto per il 2014.
La notizia più importante in questo senso è l’attuazione di un accordo di cooperazione strategica con Washington, che avrà inizio dal momento del ritiro militare e durerà per dieci anni: all’interno delle clausole dell’accordo, anche il controverso e discusso articolo che permetterà agli Stati Uniti di costruire basi militari sul territorio afgano, a patto di cessare permanentemente i raid notturni e le perquisizioni ai privati cittadini, oltre a non occuparsi più della gestione delle carceri.

Apertura al dialogo – La Loya Jirga, che si è svolta a Kabul e ha coinvolto circa duemila partecipanti, ha prodotto in tutto settantasei “raccomandazioni”, che ora andranno al vaglio del Governo. Tra gli altri temi di dibattito, spicca per importanza la nuova linea intrapresa nel dialogo con i Talebani, che prevede una decisa apertura verso i ribelli intenzionati a deporre le armi.
E nonostante i razzi lanciati proprio da alcuni ribelli nel periodo dei lavori, che fortunatamente non hanno causato vittime, il presidente Karzai si è detto molto soddisfatto per lo spirito di collaborazione mostrato dai partecipanti, che hanno lavorato “preoccupandosi in primo luogo dell’interesse del Paese”.

Damiano Cristoforoni

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