Grecia: tutto dipende dall’offerta di swap sul debito

In caso di adesione da parte dei creditori all’offerta di swap sul debito pubblico il prossimo anno, secondo quanto si legge nella bozza finale della  legge finanziaria trasmessa venerdì al Parlamento greco, il deficit scenderebbe al 5,4% del prodotto interno lordo. Viceversa, nel caso non si raggiunga il risultato dell’offerta di scambio, il rapporto deficit/Pil 2012 dovrebbe risultare pari al 6,7%. Lo swap sul debito sovrano sembrerebbe, ormai, la chiave di svolta del trend del debito sovrano greco.

Un punto chiave. L’offerta di scambio rappresenta uno dei punti chiave del programma di riduzione del debito ellenico elaborato dalla Troika Ue-Fmi-Bce. Il testo dell’offerta di scambio prevede di convertire 200 miliardi di euro di titoli governativi esistenti in 70 miliardi di nuova carta e 30 miliardi di rimborsi in contante ai creditori che aderiranno allo swap. Per i portatori delle obbligazioni si tratterebbe di mandare giù una perdita pari al 50% del capitale. Un fallimento dell’offerta di scambio, invece, rallenterebbe la discesa del rapporto defici/Pil a 6,7% dal 9,0% atteso per quest’anno.

La traiettoria del debito greco. Per il confermato ministro delle Finanze Evangelos Venizelos, rimasto al suo posto anche con la costituzione del nuovo governo di unità nazionale guidato dall’ex numero due della Bce Lucas Papademos, “dopo un lungo periodo di regolare incremento, l’evoluzione del debito pubblico si invertirà”. “La traiettoria del debito pubblico è diventata discendente, in modo da alleggerire il fardello che pesa sulle spalle dei cittadini”, ha aggiunto nel suo discorso ai deputati.
Il debito pubblico ellenico rischia di viaggiare, nel prossimo anno, intorno al 200% e, in vista del voto in sessione plenaria in agenda il prossimo 7 dicembre, la prossima settimana la legge finanziaria passerà all’esame delle commissioni parlamentari.
Le riforme più volte evocate dal governo Papandreau ma mai andate in porto ora sembrano irrimediabili. Il nuovo esecutivo dovrà combattere una cronica evasione fiscale, mettere in atto indigeste privatizzazioni di società pubbliche in forti perdite e ridurre il numero di dipendenti statali.
“Non avremo bisogno di provvedimenti ulteriori che erodano il reddito dei cittadini: basterà applicare le riforme già approvate, obiettivo non certo semplice”, ha dichiarato Venizelos alla stampa.

M.N.