Il circo dei neutrini: di nuovo più veloci della luce

Fa ridere, ora, parlare di neutrini. Dopo il, purtroppo, serissimo comunicato dell’ ex Ministro della Pubblica Istruzione, che parlava di neutrini come fossero motociclette, tornare a parlare delle celebri particelle elementari senza nemmeno un po’ di ilare sconforto è difficile.

Il circo dei neutrini – Se coloro che sono del mestiere riuscirono, allora, ad allibirsi con una certa prontezza di fronte al comunicato di cui sopra, tutti gli altri cittadini italiani immaginarono i neutrini come i simpatici componenti di una sorta di circo delle pulci che prevedeva una gara all’interno di un tunnel costruito con perizia da noi italiani, noti investitori nel campo della ricerca scientifica e delle infrastrutture. Ebbene, dopo che ce li siamo immaginati alle prese con una sorta di gran premio dei fermioni, è difficile dare con serietà la notizia di una loro seconda vittoria sulla luce. “Neutrini due, luce zero”, verrebbe da dire. Tanto per continuare a riderci su.

Ridere di cosa? – Nonostante tutto, non c’è nulla da ridere; si tratta di esperimenti che stanno confermando volta per volta un sostanziale cambiamento che è all’orizzonte nel mondo della fisica, e che riempiono d’orgoglio e di rabbia tutti quegli italiani che sono costretti a migrare all’estero perché le loro competenze non hanno ragion d’essere in Italia, perché fondamentalmente in Italia dei neutrini, a meno che non facciano ridere e non ci sia la possibilità di puntare il dito contro l’incompetente di turno, non importa nulla a nessuno. “Non è ancora la parola definitiva”, ha detto Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica nucleare: “ma i nuovi risultati ci rendono ancora più fiduciosi”. Ferroni ha precisato, poi, che “la parola decisiva può arrivare solo da esperimenti analoghi in altre parti del mondo”. Ora come ora non possiamo che attendere altri esperimenti, e sperare che di comunicati alla stregua di quello che ci ha portato a immaginare i neutrini come fossero automobili non ne vengano diffusi di nuovi. D’altronde pare che ora le cose siano cambiate ai piani alti. O no?

Martina Cesaretti