Letta: Monti un miracolo. Anche per Bersani?

“Un’ottima giornata per l’Italia, un po’ meno per me”. Parole di Enrico Letta, “beccato” oggi pomeriggio, nel corso del dibattito alla Camera sul voto di fiducia al nuovo esecutivo guidato da Mario Monti, da un fotografo che ha immortalato il bigliettino inviato dal vicesegretario del Partito Democratico al neo Presidente del Consiglio.
Mario, quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall’esterno. – si può leggere nel foglietto arrivato sui banchi del Governo dagli scranni del PD – Sia ufficialmente (Bersani mi chiede per es. di interagire sulla questione dei vice) sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo! E allora i miracoli esistono! Enrico”.
Prontamente girata in rete, la foto del messaggio intercettato ha scatenato la curiosità di migliaia di utenti, presto placata dallo stesso Letta che ha riconosciuto la paternità del biglietto.

L’ironia sui “viceministri” – “Aiuto! Sono da stamani oggetto di un numero crescente di telefonate di aspiranti viceministri. Mai più letterine in vita mia” ha aggiunto Letta sempre dalla sua pagina Facebook. Il passaggio sulla “questione dei vice”, infatti, ha scatenato nel pomeriggio quanti hanno utilizzato la bacheca dell’esponente democratico per ironizzare sulla prossima nomina degli esponenti minori del nuovo Governo.
Trovami un posto in qualsiasi ministero anche a scopare (con Silvio andava di moda) nel senso di spazzare. – si legge in uno dei messaggi sul noto social network – Ti giuro che una volta avuto il lavoro, non cercherò di evitarlo”.
Al di là dell’ironia del web, in ogni caso, il “pizzino” di Enrico Letta svela, almeno in parte, l’intensa attività che in queste ore vede coinvolte le massime dirigenze del Partito Democratico, impegnate a investire tutte le proprie energie politiche nella tenuta del nuovo Governo e nell’attuazione delle linee programmatiche elaborate da Monti, di concerto con le indicazioni giunte dalla BCE e dalla Germania.

Monti un “miracolo”; ma per chi? – Il tono colloquiale del biglietto fatto recapitare a Mario Monti da Letta, per altro, sottolinea ulteriormente quell‘area politica, economica e culturale del Paese da cui i “tecnici” dell’emergenza sono emersi.
Per comprendere la naturale vicinanza di Enrico Letta – esponente dell’area moderata del PD – con il nuovo premier è sufficiente prendere carta e penna e annotare i legami che intercorrono fra la squadra dei ministri posti alla guida del Paese e poteri come le università private, legate in particolare all’area cattolica, alcuni importanti istituti di credito e organizzazioni bancarie nazionali e internazionali, lo stesso Vaticano o le molteplici soggettività presenti lo scorso 17 ottobre a Todi in occasione del forum delle associazioni cattoliche.
Resta da capire per chi la nomina di Monti rappresenti davvero un “miracolo”.
Forse non per quel Pierluigi Bersani che, pur saldo nella sua posizione di segretario del PD, si trova oggi a fare i conti con un nuovo scenario politico ben più prossimo alle aspettative e ai progetti di Walter Veltroni che a quel percorso politico che – nelle intenzioni delle componenti progressiste del partito – avrebbe dovuto portare, attraverso le urne, alla costruzione del “Nuovo Ulivo” e ad una reale alternativa di Governo.

Mattia Nesti