Bindi: Chi ha di più dia di più. Subito una nuova legge elettorale

Rigore, crescità ed equità. ”Tutti dovremo pagare qualcosa, ma chi ha di più dovrà pagare di più”. Si è espressa così Rosy Bindi ai microfoni di Sky tg 24, interrogata da Maria Latella sulla patrimoniale. ”Il governo dovrà ricordare -ha continuato- che il 10% della popolazione detiene il 50% delle risorse“. Appellandosi alle tre parole chiave (rigore,crescita ed equità), adottate a manifesto programmatico da Monti, la presidente del Pd ha sottolineato: ”Bisogna ricordare che una parte della popolazione ha già dato molto”. In quest’ottica la Bindi ha accolto con favore le dichiarazioni d’intenti del neo presidente del Consiglio, che intendono aiutare  ”i giovani, le donne, le famiglie” e che rimarcano l’importanza di una ”riduzione del costo del lavoro”.

Riforma elettorale e vitalizi. Rosy Bindi ha anche ricordato l’importanza di una nuova legge elettorale che ”deve essere nel programma delle forze parlamentari”. ”C’è un referendum – ha continuato – che io ho firmato. Se siamo d’accordo che torni il Mattarellum non c’è problema, altrimenti bisogna fare una riforma elettorale, così come bisogna dire ai cittadini che siamo pronti a diminuire il numero dei parlamentari e a superare il bicameralismo“. La Bindi, allineandosi con quanto Fini dichiarava solo ieri, ha ricordato  che non è più tempo che i politici si nascondano dietro un dito (o dietro i loro privilegi). ”Anche i parlamentari in carica – ha detto – dovranno fare la propria parte“, chiarendo che dalla prossima legislatura non ci sarà più il vitalizio “o almeno non più in questa forma”. “Si apre una fase politica in cui i partiti devono fare di più”, ha concluso.

Il ritorno dei cattolici. Il nuovo esecutivo Monti ingloba in sé una forte componente cattolica (Riccardi, Passera, Ornaghi e Balduzzi), tant’è che è stato apostrofato come ‘‘governo di Todi”, avendo anche guadagnato il doppio plauso dei cardinali Bagnasco e Bertone. Rosy Bindi, interrogata sull’accezione cattolica del nuovo governo, l’ha accolta con favore: “E’ importante – ha detto – che questo governo segni il ritorno dei cattolici nella vita politica del Paese, l’importante è che siano mossi dal principio di laicità”.

Francesca D’ettorre