Egitto, primi scontri a piazza Tahrir: tre morti

Dalla primavera all’autunno. Sono passati pochi mesi ma per gli egiziani la gioia per la caduta del regime del presidente Hosni Mubarak, ottenuta dopo mesi di rivolte e scontro con le forze di sicurezza, rischia di essere sostituita da un nuovo motivo di apprensione e conseguente agitazione: il governo militare, che ha succeduto a Mubarak con l’intento di traghettare il Paese verso nuove elezioni presidenziali, starebbe gestendo il potere in modo quasi dittatoriale tarpando così le ali al sogno democratico degli egiziani che da qualche giorno hanno ripreso ad affollare l’ormai nota piazza Tahrir.
Nel mirino dei manifestanti vi è in particolare un provvedimento che dichiarerebbe la giunta militare unico garante della “legittimità costituzionale”.
Quelle che in un primo momento dovevano essere delle proteste pacifiche, purtroppo, si sono trasformate in scontri con le forze dell’ordine scese in campo con poca disponibilità al dialogo.

Primi morti – Un’agenzia di Adnkronos fa sapere che “tre manifestanti sono rimasti uccisi negli scontri tra militari e forze di sicurezza da una parte e manifestanti dall’altra. A renderlo noto sono stati alcuni attivisti. Migliaia di dimostranti sono tornati nella piazza poco dopo che le forze di sicurezza e i militari li avevano attaccati nel tentativo di costringerli ad andarsene”.
Nella nota si segnala che due vittime sono state registrate anche ad Alessandria, altra città simbolo delle proteste.
Il governo dal canto suo, in queste ore, sarebbe impegnato in una “riunione d’emergenza per fronteggiare la situazione“. A tal proposito, il ministero dell’Interno “ha negato l’uso di proiettili di gomma e di munizioni contro i manifestanti, sottolineando che negli incidenti sono rimasti feriti anche 40 agenti della sicurezza”.

S. O.