“Il giorno della civetta” viene festeggiato a cinquant’anni dalla sua uscita

Ventidue anni fa esatti se ne andava Leonardo Sciascia, scrittore siciliano che ha segnato un’epoca anche e soprattutto grazie al suo capolavoro “Il giorno della civetta”. L’opera, pubblicata nel 1961, compie cinquant’anni, ed è arduo dover ripetere a noi stessi quanto il volume in questione si porti bene la sua età. Si tratta del libro che diede il via ad un genere letterario ben preciso: “Il giorno della civetta” fu la prima opera nell’ambito dell’editoria a trattare l’argomento della mafia all’interno di un romanzo. Non è stata e non sarà, ovviamente, l’ultima considerando l’ispirazione che gli scrittori hanno ancora a disposizione, per questo viene spontaneo, con un certo rammarico, considerarla un’opera “giovane” piuttosto che un classico che racconta di mondi lontani dal nostro.

Un’opera emblematica – “Il giorno della civetta” fu ispirato a Leonardo Sciascia dall’assassinio ad opera della mafia di un sindacalista d’estrema sinistra avvenuto nella fine degli Anni Quaranta. Molti dei modi di dire celebri che l’immaginario comune è solito associare al mondo della mafia provengono proprio da questo libro, come ad esempio l’espressione “quaquaraquà” per definire una persona di poco valore. « Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà…», scriveva Sciascia più di mezzo secolo fa. Ancora oggi è facile per noi ritrovare in quest’opera i capisaldi di ciò che è, per i più, la criminalità organizzata.

Todo Modo – Per ricordare Leonardo Sciascia e la sua celebre opera, si è tenuto a Palermo un convegno organizzato dall’Associazione Amici di Sciascia. Durante tale evento è stato presentato anche il primo numero di “Todo Modo”, rivista il cui nome si rifà ad un’altra opera dello scrittore siciliano, e che è dedicata esclusivamente a lui oltre che a tutte quelle cose che gli appartenevano e lo appassionavano, come la letteratura e la politica.

M.C.