Libia: gli intenti sul processo a Saif al Islam Gheddafi

Con la cattura, avvenuta nella giornata di ieri ai confini con il Niger, di Saif al Islam Gheddafi, figlio 39 enne del deposto leader libico e ultimo membro della famiglia ancora presente nel Paese, per i membri del governo provvisorio di Tripoli e Bengasi è tempo di decidere la sorte giuridica del fu delfino del Colonnello. Oggi Mohammed al-Allagui, ministro della giustizia del CNT (Consiglio nazionale di transizione) ha fatto sapere che le autorità libiche dispongono di tutti i requisiti legali e securitari per garantire a Saif al Islam “un processo equo”. “Abbiamo tutte le garanzie per condurre un processo corretto e giusto, a seguito dell’emendamento di una norma che prevede l’indipendenza della magistratura dal governo”, ha detto al-Allaui. Il ministro ha poi precisato la volontà di giudicare Saif al Islam in Libia “perché la giustizia libica è la regola mentre quella internazionale rappresenta l’eccezione” (Ansa.it).

L’alternativa dell’Aja – un’altra alternativa per il giudizio a Saif al Islam è quella che riguarda il suo eventuale trasferimento all’Aja, sede della Corte Penale Internazionale (Cpi). Saif è infatti ricercato per crimini contro l’umanità. Il procuratore capo della Corte, Luis Moreno Ocampo, ha infatti dichiarato all’agenzia La Presse la sua volontà di recarsi a Tripoli la prossima settimana. Il suo obiettivo è quello di coordinare un modus operandi con le nuove autorità libiche in vista del procedimento. “Saif deve affrontare la giustizia, che sia in Libia o altrove”, ha dichiarato Ocampo ai cronisti.

Catturato Senoussi, ex capo intelligence di Gheddafi nel frattempo ad al Guira, una località del sud libico, è stato catturato Abdallah al Senoussi, ex capo delle spie libiche al soldo del vecchio regime. Anche Senoussi è ricercato dalla Corte dell’Aja, essendo stato compartecipe di diverse atrocità commesse sia prima che durante la rivolta in Libia.

Tommaso Palmieri