India: incendio nel settore est di Delhi. 15 morti e numerosi feriti

Delhi – Domenica sera intorno alle 7, un incendio è divampato nella periferia di Nand Nagri a est del centro della capitale. L’inferno è scoppiato durante il ritrovo nazionale degli hijras indiani causando la morte di 13 persone e circa una cinquantina di feriti prontamente soccorsi nel Guru Teg Bahadur Hospital. Il bilancio si è aggravato in nottata registrando il decesso di altri due eunuchi.  Le fiamme sono state domate nel giro di qualche ora dai vigili del fuoco.

 

Le cause –  Fonti ufficiali parlano di un corto circuito e di un fuoco che si sarebbe originato da cavi elettrici temporanei non a norma nella cucina di un tendone abusivo montato per l’occasione. Secondo le stime il pandal, lungo circa trenta metri, aveva una capienza massima di 1000 persone, mentre in realtà erano 4000 gli ospiti che avrebbero partecipato al raduno. La struttura inoltre non era attrezzata per uscite di emergenza, bensì aveva solo una porta per entrare e uscire. Secondo un testimone “I giovani sono riusciti a scappare, ma gli anziani sono rimasti intrappolati”. Nella notte la procura di Delhi ha aperto le indagini per chiarire le dinamiche dell’incidente.

 

Hijras – Gli hijras sono circa 700 mila in India. Sono persone che vivono di accattonaggio e prostituzione, svolgendo tutta una serie di attività precettistiche e rituali fissate  per loro dalla tradizione che li giustifica, ma non li protegge dalle pesanti discriminazioni. L’evento, organizzato ogni cinque anni e giunto al suo terzo e ultimo giorno, aveva visto la massiccia partecipazione di persone provenienti da tutto il paese con lo scopo di creare una forte minoranza capace di reclamare a gran voce il proprio posto nella democrazia più grande del mondo. Sonia Dey, Presidente dell’All India Eunuchs’ Association, presente a Nand Nagri, sostiene che “l’incontro era stato organizzato per il welfare degli eunuchi in particolare e della società in generale. Tutto stava procedendo benissimo quando improvvisamente è scoppiata la tragedia”.

 

 

Mario Paciolla