Le responsabilità di Chevron in Brasile

Marea nera in Brasile – Nell’ultima settimana si è verificata una fuga di petrolio nell’Oceano Atlantico. La “marea nera” è stata generata dai quasi 300 barili che sono fuoriusciti dai pozzi della compagnia petrolifera statunitense Chevron. Si tratta di una delle società petrolifere più attive nello sfruttamento dei giacimenti sotto il fondale marino, seconda per importanza solo alla Exxon. L’incidente è avvenuto nel campo di Frade, a 370 km dalle coste dello Stato di Rio de Janeiro, zona in cui la compagnia estrae ben 79 mila barili di petrolio al giorno.

L’azione risolutiva – Solo ieri sera la Chevron si è decisa ad assumersi le proprie responsabilità, nonostante abbia minimizzato l’accaduto per giorni. Dopo le scuse ufficiali, il direttore del gruppo locale Gorge Burck ha assicurato che il problema è già stato risolto. Grazie all’azione tempestiva della società sono state effettuate delle colate di cemento che hanno direzionato la marea nera verso il mare aperto, allontanando le perdite di petrolio dalle coste brasiliane.

Nuova attenzione sui rischi – Attualmente è in corso un’inchiesta per chiarire le cause dell’incidente che poteva provocare un disastro ambientale. La somiglianza di questo caso con quello del pozzo Deepwater Horizon, riporta l’attenzione sui rischi dei pozzi petroliferi ad elevata profondità.

Michela Santini