Omicidio Bosio, riaperto il caso dopo 30 anni

Ucciso davanti agli occhi della moglie – Il chirurgo palermitano Sebastiano Bosio, ucciso negli anni della feroce guerra tra le varie cosche mafiose, era stato ucciso nel 1981 sotto il suo studio medico davanti agli occhi della moglie. All’epoca però era stato impossibile reperire testimonianze volte al riconoscimento dei sicari, vista l’omertà dettata dal terrore che vigeva a Palermo negli anni 80 e le minacce fatte continuamente alla famiglia della vittima. In un momento in cui i medici si prestavano a soccorrere i feriti della guerriglia di mafia, lui aveva sempre rifiutato di accondiscendere a quella pratica ormai comune dominata dal silenzio.

La moglie in aula – Grazie alle prove raccolte dal procuratore aggiunto della dda di Palermo, Ignazio de Francisci, e del sostituto, Lia Sava, si è potuto riaprire il caso. Questa mattina è stata sentita come testimone la moglie del chiurugo, che ha rivelato di aver visto gli occhi del sicario del marito, Mario Prestifilippo, killer della famiglia Ciaculli, colpito ripetutamente dai colpi anche dopo essersi accasciato al suolo, con la classica modalità delle esecuzioni di mafia, e del suo complice, con ogni probabilità Antonino Madonia, boss e killer della famiglia Resuttana, detenuto a Milano in regime di 41bis. La moglie ricorda come tutti i negozianti presenti all’omicidio si siano rinchiusi nei loro negozi abbassando le saracinesche.

Vito Ciancimino aveva avvicinato la figlia – Il boss, durante una serata in discoteca, aveva riconosciuto la figlia del chiururgo, all’epoca 18enne, e l’aveva avvicinata spiegandole che il padre si era comportato male con un suo amico e lasciandole intendere che aveva meritato la fine che aveva fatto. Ora, dopo anni di minacce e intimidazioni, le due donne chiedono finalmente giustizia e si augurano che chi sa e per tutti questi anni ha taciuto, parli.

Marta Lock