Omicidio Rea: dna maschile sotto l’unghia di Melania, non è di Parolisi

Continuano senza sosta le indagini degli inquirenti teramani sull’omicidio di Melania Rea, la giovane mamma originaria di Somma Vesuviana, scomparsa il 18 aprile scorso e trovata morta due giorni dopo a Ripe di Civitella.

Un dna maschile sotto l’unghia di Melania – E’ delle ultime ore la notizia secondo la quale, stando agli esami effettuati dal medico legale Adriano Tagliabracci, sotto ad un’unghia della donna sarebbe stato rinvenuto anche un dna maschile, non appartenente al marito Salvatore Parolisi, che rimane, attualmente, l’unico indagato per l’omicidio. Sebbene la traccia di dna trovata sotto l’unghia di Melania sia esigua, appare sufficiente per effettuare la comparazione con altri profili genetici: l’obiettivo degli inquirenti teramani è quello di dimostrare che il dna appartenga ad una persona incontrata dalla vittima nei giorni precedenti la sua scomparsa e non ad un estraneo. Secondo gli avvocati di Salvatore Parolisi, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, gli investigatori starebbero procedendo a ‘senso unico’, avendo individuato fin dall’inizio in Salvatore l’assassino di Melania Rea. I dna rinvenuti sul corpo della donna, invece, secondo i legali, potrebbero essere la prova che l’omicidio sia stato compito da una persona diversa dal caporalmaggiore. Intanto c’è grossa attesa per il prossimo 28 novembre, quando la Corte di Cassazione deciderà se procedere o meno alla scarcerazione di Salvatore Parolisi.

Francesca Theodosiu