Russia, la contestazione a Putin arriva dal ring amico

Abituato a platee ben più entusiaste della sua (onni)presenza, il presidente russo Vladimir Putin si deve essere sentito particolarmente a disagio ieri sera sul ring dello stadio Olimpiski di Mosca, dove era in corso un match di arti marziali. Salito sul tappeto di gara per festeggiare il vincitore dell’incontro, il famoso lottatore russo Fedor Emilianenko, Putin sembra sia stato infatti duramente fischiato da una parte dei 20 mila spettatori seduti in platea.

Bloggers scatenati – la notizia ha fatto il giro del web, visto che ne’ la Tv di Stato (che si è al contrario affrettata a ripulire l’audio durante il discorso di Putin) ne’ la carta stampata hanno dato risalto all’avvenimento. Sul blog dei “disobbedienti” e su altri canali internet si parla già della “fine di un’epoca”, in riferimento alla vicenda del filmato del premier fischiato dal “pubblico amico”, vista la sua familiarità mediatica con questo sport (Putin si è spesso fatto riprendere durante la pratica delle arti marziali). E’ la prima volta nella sua carriera politica che Putin, che ha deciso di ricandidarsi per le prossime presidenziali, viene fischiato durante un discorso in pubblico.

I dubbi e le smentite- ci sono però altre interpretazioni della vicenda, che vanno in direzione opposta alla versione che vuole Putin fischiato e contestato: secondo il direttore dell’Olimpiski, Mikhail Moskalev, i fischi erano rivolti all’avversario di Emilianenko, Jeff Monson. Sulla stessa lunghezza d’onda Cristina Potupchik, attivista del movimento giovanile “Nashi”, vicino all’ambiente presidenziale, che sul proprio blog si è scagliata contro la mala interpretazione dei fischi rivolti a Putin, a suo dire una pratica abituale nei match di arti marziali, insistendo invece sugli applausi che al contrario avrebbe ricevuto il presidente “al termine del discorso in segno di sostegno”.

Tommaso Palmieri