Serie A, Roma-Lecce 2-1: Pjanic e Gago stendono i salentini

Roma-Lecce 2-1 – Importante vittoria per la Roma: la squadra di Luis Enrique supera il Lecce per 2-1 e vola in classifica, portandosi al 5° posto in scia alle 4 fuggitive. Il tecnico spagnolo sorride, nonostante i malumori della piazza per non aver schierato Totti dal primo minuto e avergli preferito l’argentino Lamela. Per Di Francesco, invece, un amaro ritorno all'”Olimpico”: il suo Lecce è apparso troppo rinunciatario e spuntato. Solo nella ripresa i salentini hanno provato a spingersi in avanti ma le azioni da gol sono state un evento raro.

Solo Roma – La prima frazione di gioco è un assolo romanista: il Lecce si difende con ordine e imbriglia la manovra dei padroni di casa. Ci vuole il 14′ per un’azione importante: sul cross di Taddei, Pjanic è in ritardo e non riesce ad intervenire. Passano 10 minuti e Taddei, dopo aver scambiato con De Rossi, va sul fondo e crossa per l’accorrente Pjanic che stavolta non sbaglia: 1-0 Roma. I salentini non reagiscono e rischiano di affondare: prima Bojano fallisce un’occasione facile facile; poi ci vuole un’uscita kamikaze di Julio Sergio per salvare su un’iniziativa di Osvaldo ma, nel mentre, si fa male Carrozzieri. Il primo tempo è qui, con il Lecce che spinge sulla destra ma non impensierisce mai la retroguardia capitolina.

Senza sofferenza – Servono solo 8 minuti dal rientro in campo perché Gago infili Julio Sergio con un destro da fuori: è il gol del 2-0. I salentini rischiano il tracollo: Osvaldo, Bojan e Lamela sbagliano l’impossibile e danno l’opportunità agli avversari di rientrare in gara: Bertolacci si ritrova in area dopo un rimpallo e supera Stekelenburg con un preciso colpo sotto. Cuadrado ha l’occasione per il pari ma il suo diagonale è largo; Osvaldo prova a chiudere la gara ma il guardalinee, sbandierando un fuorigioco, gli nega la gioia di una straordinaria rete in rovesciata. Entra anche Totti e la festa romanista può essere completa. Adesso sorride anche Luis Enrique: inizia a vedersi, anche nel gioco, una gran bella Roma.

Edoardo Cozza