Home Esteri: Ultime notizie dal Mondo Anche il Marocco scende in piazza. Manifestazioni in tutto il paese.

Anche il Marocco scende in piazza. Manifestazioni in tutto il paese.

Domenica 20 novembre – In tutte le principali città del paese si sono registrate importanti manifestazioni sostenute con sempre maggior partecipazione dal popolo maghrebino. Circa 6000 persone sotto una pioggia battente a Casablanca, 5000 a Rabat e addirittura 10000 manifestanti che hanno invaso le strade di Tangeri. Anche a Bruxelles un centinaio di simpatizzanti hanno sventolato la bandiera marocchina. La parola d’ordine è boicottare le elezioni anticipate indette dal re Mohammed VI.

Le elezioni – Con una mossa anticipata e preventiva, il re del Marocco ha deciso infatti di anticipare le prossime elezioni legislative, previste per settembre 2012, al prossimo venerdì 25 novembre. Per evitare un contagio rivoluzionario, Mohammed avrebbe anticipato le elezioni sia per rinsaldare la propria posizione, sicuro della scarsa affluenza alle urne, sia per avviare un processo di modernizzazione attraverso l’attuazione programmatica di nuove riforme sociali ed economiche. Il piano riformistico prevede la concessione di più ampi poteri al governo, dimostrando in tal modo la forte volontà di cambiamento, senza però modificare lo status quo della monarchia.

 

“Je boycotte, donc je suis” – Il Marocco è da lungo tempo afflitto da una grave crisi economica e sociale, con elevatissimi tassi di disoccupazione. Secondo alcuni giornali marocchini, la mossa di Mohammed è la prova lampante di una forte inquietudine e consapevolezza da parte del monarca, di una situazione che potrebbe sfuggirgli di mano già dalla prossima settimana. Le persone scese nelle piazze di tutto il paese, guidate dal Movimento 20 febbraio, hanno denunciato lo stesso disagio che ciclicamente affligge il paese, prendendo dunque una forte posizione affinché vengano boicottate le prossime elezioni ed esortare i compatrioti ad unirsi alla rivolta. Secondo i principali attivisti infatti le elezioni non saranno democratiche, non saranno trasparenti e il risultato è già certo. Il sistema è corrotto. Il potere è totalitario. Le proposte insufficienti. Una farsa.

Tra i tanti striscioni che animavano le manifestazioni, comunque pacifiche fino a questo momento, oltre a uno che riprendeva la celebre formula di Camus, un altro forse è emblematico: “Lunga vita alla rivoluzione tunisina, egiziana, siriana e libica. Adesso tocca al Marocco”.

 

 

Mario Paciolla