Home Esteri: Ultime notizie dal Mondo Processo ai Khmer Rossi, Nuon Chea ammette di aver ucciso dei traditori

Processo ai Khmer Rossi, Nuon Chea ammette di aver ucciso dei traditori

Il processo ai Khmer Rossi – E’ il secondo giorno de processo a carico

del cambogiano Nuov Chea, il numero due di Pol Pot, e degli altri due capi ancora viventi dei Khmer Rossi. Tra questi ci sono l’ex capo di Stato Khieu Samphan e l’ex ministro degli Esteri Ieng Sary, tutti sulla ottantina, chiamati in aula per rispondere alle accuse di genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità commessi durante il regime marxista di Pol Pot in Cambogia tra il 1975 e il 1979.

Nuove accuse a Nuov Chea – Sotto i riflettori le dichiarazioni rilasciate da Nuov Chea in un documentario realizzato dal giornalista Thet Sabath, arrestato nel 2007 dopo esser riuscito a guadagnarsi la fiducia dei leader dell’ex regime. In queste pellicola Nuon Chea  ammette di avere eliminato dei “traditori” affermando come la decisione fosse stata fondamentale per la sopravvivenza del popolo Khmer.

Un lungo iter giudiziario – Nonostante il regime dei Khmer Rossi sia caduto nel 1979 e Pol Pot sia morto nel 1998, ci sono voluti anni per avviare l’iter giudiziario contro i responsabili. Alla metà degli anni Novanta la Cambogia chiese alla comunità internazionale e alle Nazioni Unite di portare in aula i leader del regime ancora in vita. Il processo, iniziato nel 1996 ha già coinvolto 4 mila persone come parte civile ed è destinato a durare anni.

Michela Santini