Concorrenza e liberalizzazione

 

Fra i programmi del nuovo ministro per lo sviluppo economico ci sono liberalizzazione e legge sulla concorrenza per rilanciare l’industria e aumentare la competitività delle imprese e la loro produttività. In poche parole liberalizzazioni da esternalizzare nella legge annuale sulla concorrenza, che era stata nelle intenzioni di Berlusconi ma mai attuata.. Fra i nuovi tecnici dello sviluppo, si parla di Carlo Secchi, professore di politica economica europea alla Bocconi, e di Antonio Catricalà, presidente dell’antitrust, Corrado Passera, consigliere delegato di Impresa San Paolo, a cui verranno affidati ampi progetti per poggiare le basi dell’industria italiana.

Giacciono inutilizzati i piani per gli incentivi alle imprese che dovrebbero favorire l’internalizzazione, parte del programma “Industria 2015” ma mai messi in atto. Altro decreto da spolverare e sbloccare è il “fundraising”, che cooperando con Regioni, banche e Camere di commercio, vuole riunire le risorse e spostare nelle mani del territorio nuove opportunità. L’elenco dei dossier finora rimasti inutilizzati e bloccati nei cassetti è vasto.

Con la legge 662/96 è stato costituito un Fondo di Garanzia, con il fine di fornire una quasi totale assicurazione ai crediti concessi alle banche per i piccoli e medi imprenditori; e per favorire l’utilizzo delle fonti finanziarie per mezzo della concessione di una pubblica garanzia.