Egitto, il Governo fa un passo indietro: la giunta militare accetterà le dimissioni?

I violenti scontri, che da giorni hanno riportato al centro dell’attenzione dei media internazionali la piazza Tahrir al Cairo – già sede delle manifestazioni che la scorsa primavera avevano costretto alle dimissioni l’allora presidente Hosni Mubarak -, ha convinto l’attuale governo in carica a fare un passo indietro.
Da parte della giunta militare, vero destinatario delle nuove proteste in quanto colpevole d’aver tradito le promesse fatte all’indomani della presa del potere, non vi è stato ancora alcun pronunciamento: non si sa, infatti, se le dimissioni verranno accettate o meno. Stando ad alcune indiscrezioni, il consiglio militare non avrebbe ancora deciso il da farsi.

Morti e feriti – Intanto è stato aggiornato a ventisei il numero delle vittime. La repressione messa in atto dalle forze di sicurezza ha portato anche al ferimento di centinaia di manifestanti. Nonostante ciò in piazza Tahrir rimangono ancora tantissime persone convinte a continuare nella ribellione.

Ipocriti cordogli – Tramite un comunicato diffuso dall’agenzia di stampa ufficiale Mena, il consiglio militare ha dichiarato il proprio “profondo rammarico per le vittime di questi dolorosi incidenti“, invocando poi “il massimo grado di auto-controllo” da parte di tutte le componenti in campo.
Nello stesso tempo, sono state smentite le voci secondo cui le imminenti elezioni parlamentari potrebbero essere posticipate a data da destinarsi. L’appuntamento elettorale, secondo i militari, si svolgerà regolarmente ma non sono pochi quelli a dubitare di ciò.

S. O.