Governo Monti: attese nomine su vice e sottosegretari

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Forse non basterà questa settimana – secondo previsioni emerse da ambienti vicini al professor Mario Monti – per sciogliere il nodo della nomina di viceministri e sottosegretari del nuovo Governo.
Al momento, infatti, l’unico punto fermo delle trattative in corso fra Palazzo Chigi e i partiti che hanno composto l’inedita maggioranza è la ferma volontà del neo Presidente del Consiglio di lasciar fuori dalla squadra di governo i parlamentari attualmente in carica; Monti, tuttavia, vedrebbe di buon occhio nomi – anche “tecnici” – avanzati dai partiti, elemento che contribuirebbe ad accrescere il peso politico dell’esecutivo e la responsabilità nelle future scelte dei gruppi parlamentari che la scorsa settimana hanno votato la fiducia.

Per il PD tecnici ma di “esperienza” – Dopo il “pizzino” – intercettato dai fotografi di Montecitorio – fatto recapitare dal vicesegretario del PD Enrico Letta a Monti per chiedere di “essere utile dall’esterno […] per interagire sulla questione dei vice”, il Partito Democratico è tornato ad esprimere la propria posizione in merito per bocca del segretario Pierluigi Bersani.
“Mario Monti è una persona saggia e accorta, e farà lui le sue scelte. – ha spiegato il segretario democratico ai microfoni di Baobab, su RadioUno – C’è un problema di raccordo del governo con il Parlamento se le figure dei tecnici avranno una certa attitudine, magari maturata in esperienze passate, al dialogo con il Parlamento, le commissioni, i gruppi parlamentari, tutto sarà più facile e saremo pronti a favorire questa prospettiva”.
Per il Partito Democratico, d’altronde, la possibilità di mettere a disposizione del Governo delle personalità vicine al partito ma non direttamente riconducibili ad esso, rimano l’opzione preferibile, anche per non “sporcarsi” troppo le mani quando ci sarà da elaborare provvedimenti “lacrime e sangue” che il corpo elettorale potrebbe digerire con difficoltà.

Vertice trasversale per sbloccare la situazione? – L’ultima parola, quindi, spetterà al Presidente del Consiglio che, in ogni caso, volendo evitare svernanti trattative che potrebbero protrarsi per più giorni avrebbe richiesto ai partiti della maggioranza di trovare una quadra al loro interno, per semplificare l’iter delle nomine.
Già oggi, quindi, potrebbe svolgersi un vertice fra il segretario del PdL Angelino Alfano, Pierluigi Bersani per il PD e i vertici del Terzo Polo, per portare a termine una prima scrematura dei possibili candidati e arrivare ad una mediazione condivisa da tutti.
“Il premier non gradirebbe parlamentari o ex, magari “trombati” alle elezioni, – ha spiegato a “Il Sole 24 Ore” una fonte vicina a Monti – ma vuole nomi di spessore che consentano di conservare il carattere “tecnico” dell’esecutivo e comunque la partita non potrà che passare attraverso una ricognizione ad altissimo livello tra i partiti”.

Mattia Nesti