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L’Ue redarguisce Napoli per la “vergognosa situazione dei rifiuti”

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La vergogna di Napoli – La situazione dei rifiuti a Napoli è una vergogna che va avanti da anni per cui “non ci saranno soluzioni veloci”, lo smaltimento è stato “malgestito” e i problemi si sono accumulati tanto da essere “arrivati al punto in cui ci vorranno almeno 20 anni per smaltire i rifiuti ammassati. E’ spaventoso”. A pronunciare queste dure parole di fronte ai membri del Parlamento Europeo è stato Janez Potocnik, commissario Ue all’Ambiente: durante il fine settimana scadranno i termini stabiliti dalla Commissione europea per ricevere una risposta dall’Italia in merito alle misure che intende prendere per affrontare l’emergenza. Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, replica a distanza: “Quello che dovevamo fare lo stiamo facendo in collaborazione con la Regione e la Provincia, ma per quanto riguarda il piano lo si deve chiedere al presidente Caldoro che intrattiene i rapporti direttamente con Bruxelles, avendo ritenuto di intrattenerli direttamente come presidente della Regione Campania”.

Rischio sanzioni – Il portavoce del commissario all’Ambiente, Joe Hennon, ha ricordato che l’Italia non si è ancora adeguata alla prima condanna della Corte di Giustizia sulla gestione dei rifiuti a Napoli. Qualora la risposta italiana non arrivasse o non fosse sufficientemente esauriente, avverte Hannon, la Commissione potrebbe decidere di appellarsi nuovamente alla Corte per imporre al nostro Paese il pagamento di una pesante sanzione.

Settimana europea per la riduzione dei rifiuti – L’avvertimento di Potocnik cade in concomitanza con la terza settimana europea dedicata all’ambiente che fino al 27 novembre cercherà di sensibilizzare il maggior numero di cittadini possibile sulle piccole azioni quotidiane che possono ridurre in modo sostanziale la mole di rifiuti prodotto da ognuno di noi (cifra che si aggira attorno all’insostenibile cifra di mezza tonnellata annua pro capite). La nuova edizione ha registrato adesioni anche al di fuori dei confini dell’Unione; iniziative pro-consumo sostenibile sono state attivate in Repubblica Dominicana, nella regione brasiliana Minas Geiras, in alcune aree della Bosnia-Erzegovina e della Turchia.

Irene Lorenzini