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Senegal: la guerra dimenticata del Casamance provoca nuove vittime

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Ziguinchor – In un comunicato ufficiale rilasciato martedì 22 novembre, il Colonnello Aboubakrine Kebe ha dichiarato che 11 civili sono stati uccisi nella giornata di lunedì. I corpi crivellati dai proiettili giacevano in una foresta vicina al villaggio di Diagnon, 35 km a sudest di Ziguinchor, nella comunità rurale d’Adéane, appartenente al distretto amministrativo di Niaguiss nel sud del paese. Stando ad una prima ricostruzione dei fatti, 24 persone avrebbero lasciato il villaggio per svolgere il quotidiano lavoro di raccolta del legno nella foresta. Mentre la metà di loro si trovava in un capannino per la lavorazione, il gruppo rimasto a tagliare la legna sarebbe caduto in un’imboscata tesa da guerriglieri nascosti nella boscaglia. Solo uno di loro è riuscito a scappare, dando l’allarme.

 

Azione non rivendicata – Secondo il Colonnello Kebe e le fonti governative, l’attacco sarebbe stato compiuto dal Movimento delle Forze Democratiche del Casamance (MFDC), che tuttavia non ha rivendicato l’azione. L’episodio riapre dunque una ferita mai rimarginatasi nella storia del Senegal, la guerra del Casamance per l’indipendenza della regione.

 

Il granaio del Senegal – Il Casamance è una regione storica nel sud del paese, incastrata geograficamente tra la Guinea e il Gambia, il quale taglia di netto la continuità territoriale del Senegal, confinando il Casamance in una posizione d’isolamento. Con la conquista dell’indipendenza  nel 1960, la regione, ricca in legno di Tek e riso, ha avanzato con sempre maggior vigore richieste di autonomia, puntualmente negate dal governo di Dakar. La situazione si è trasformata in conflitto quando la terra fu espropriata all’etnia locale dei Diola di culto animista, affidando ad una minoranza musulmana del Nord la gestione dei campi da coltivare e lo sviluppo delle infrastrutture turistiche. E’ quindi dal 1982 che il Movimento Democratico del Casamance, nato nel 1947 per la conquista dell’indipendenza dai francesi, si trasforma in MFDC sotto la guida del suo leader più carismatico Diamacoune Senghor, dando origine ad un conflitto separatista  che logora il paese africano ormai da decenni.

 

Il riacutizzarsi delle violenze – La Guerra del Casamance viene considerata un conflitto a bassa intensità per aver provocato “solo” 4000 morti in trent’anni, anche se un bilancio ufficiale delle vittime non è mai stato rilasciato dagli enti governativi. Dopo un cessato il fuoco proclamato a Foundiogne nel 2005, l’accordo di pace siglato in seguito a Ziguinchor si è rivelato nullo. A partire poi dal 2007 le negoziazioni tra il MFDC e Dakar si sono ulteriormente complicate a causa della frammentazione del Movimento successiva alla morte del leader Senghor. L’ultimo episodio di rappresaglia risale al 2008, quando dei guerriglieri mozzarono le orecchie a 17 giovani. Dopo un periodo di importante stabilità, le tensioni latenti hanno ripreso forma con il riacutizzarsi degli scontri tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011.

 

Un nuovo scontro – Venerdì scorso Jean-Marie François Biagui, ala rappresentativa del Movimento, aveva chiesto un nuovo incontro per discutere nuove condizioni di pace. Tuttavia, il tragico episodio avvenuto nei pressi di Diagnon, per quanto non sia stato rivendicato, condiziona non poco le trattative tra Dakar e il MFDC previste nel prossimo dicembre, considerato che il Senegal ha già stipulato trattati di collaborazione militare con i vicini Guinea-Bissau e Gambia.

 

Mario Paciolla