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Silvio cena senza la Lega

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Indovina chi non viene a cena? I banchetti del lunedì sera alla corte di Arcore tra lo stato maggiore del Pdl e quello della Lega erano diventati un must della politica nazionale. Ma da ieri qualcosa sembra essere irrimediabilmente cambiato. Nel suo primo lunedì all’opposizione, infatti, Umberto Bossi ha deciso di declinare l’invito dell’amico Silvio (rimasto alla maggioranza), segnando il primo passo di un probabile allontanamento.

La Lega non cena più ad Arcore – L’arrivo del governo Monti a palazzo Chigi ha scompaginato ogni cosa. I vecchi assetti politici non sembrano aver retto l’urto dell’emergenza tecnica e appaiono sempre più orientati a sfarinarsi entro tempi stretti. E’ questa l’opinione di molti analisti politici che hanno ieri rivolto lo sguardo alla mancata cena nella villa di Arcore. Stando ai beninformati, infatti, il leader del Carroccio, Umberto Bossi, avrebbe deciso di non varcare il cancello della residenza berlusconiana, poggiando (forse) il primo mattone per la costruzione di una barriera tesa a dividere l’alleanza cementata prima del governo Monti col Pdl e il quadro scaturito dopo.

Verso l’addio? – Congetture, ipotesi, che raccontano di un quadro sempre più confuso e che prefigurano adii traumatici. Su proposta di Roberto Maroni (che ieri, in un’intervista su Canale 5, è tornato a ribadire l’intenzione di non voler fare sconti a nessuno), la Lega starebbe preparando una corsa in solitaria in vista delle prossime elezioni. Il passaggio all’opposizione avrebbe, infatti, galvanizzato molti leghisti. Di più: li avrebbe convinti che la fine dell’alleanza col Cavaliere finirà per segnare la nascita di una  “resurrezione” padana, magnificata da un ampio consenso elettorale.

Maria Saporito