Siria, la Russia redarguisce l’Occidente: Basta con le provocazioni politiche

Il modo di approcciarsi alla questione siriana da parte dei paesi occidentali è parziale, poiché dettato da pregiudizi e, probabilmente, anche da interessi.
A lasciarlo intendere è stato il ministro degli Esteri della Russia Serghei Lavrov che, come riportato in un primo momento dall’agenzia Interfax e successivamente dalle omologhe italiane, ha detto la propria su quel che sta accadendo nel paese arabo, dove da mesi vanno avanti gli scontri tra le forze di sicurezza leali al presidente Bashar al-Assad e i manifestanti che si oppongono al suo governo in nome della democrazia.

Equilibrio – Questo è quanto dichiarato da Lavrov: “La violenza va fermata, ma tale richiesta deve essere rivolta sia alle autorità sia ai gruppi armati dell’opposizione siriana. Stiamo assistendo a una situazione in cui la Lega Araba sollecita la fine delle violenze e l’avvio del dialogo, mentre i Paesi occidentali e le capitali di alcuni Stati nella regione lanciano appelli in senso opposto, raccomandando espressamente all’opposizione di non intrattenere alcun dialogo con il regime di Assad”.
L’esponente del Cremlino ha poi proseguito dicendo che “ciò suona come una provocazione politica su scala internazionale”. Il ministro russo ha avuto modo anche di stigmatizzare l’ipotesi di un intervento militare, autorizzato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, onde evitare che si ricrei uno scenario simile a quello che avutosi in Libia recentemente.
Le parole di Lavrov vanno così ad aggiungersi a quelle del presidente Medvedev che, diverse settimane fa, aveva auspicato da parte del collega siriano una presa di coscienza davanti alle pressanti richieste fatte dal popolo siriano in tema di riforme.

Simone Olivelli