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A Pavia il primo malato di tumore curato con un fascio di protoni

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Pavia: primo malato di tumore curato con fascio di protoni – Non è la trama di un film di fantascienza, si tratta della realtà: il centro nazionale di adroterapia oncologica (Cnao) di Pavia, inaugurato nel 2010, voluto da Umberto Veronesi nel 2001 e ideato poi dal fisico Ugo Amaldi, ha completato il trattamento su di un paziente affetto da un tumore raro, localizzato alla base del cervello. La terapia era a base di fasci di protoni, gli stessi utilizzati dai grandi acceleratori negli esperimenti di fisica atomica. La terapia è anche chiamata adroterapia o terapia adronica, una specie di radioterapia che, invece di utilizzare i raggi X, usa ioni carbonio e protoni. Dopo dieci anni di test e tanta attività di ricerca, il trattamento è arrivato al suo primo e vero successo. ”La struttura – ha dichiarato Roberto Orecchia, direttore scientifico del Centro – vuole diventare un centro dove saranno inviati casi particolari”. Questo grande risultato è stato possibile grazie al finanziamento di 124 milioni di euro.

La terapia – L’adroterapia utilizza l’acceleratore di particelle, dove viaggiano i protoni e gli ioni carbonio all’inizio al tempo di un decimo della velocità della luce, per poi cominciare ad accelerare le particelle arrivando a compiere un milione di giri in mezzo secondo. Successivamente le particelle vengono sparate verso il bersaglio, in questo caso il tumore, con una precisione sub-millimetrica. La terapia adronica ha avuto molte applicazioni in campo medico; infatti non solo può essere utilizzata per trattare diversi tipi di tumori, soprattutto quelli difficili da raggiungere con la chirurgia, ma anche diverse malattie.“E’ un progetto innovativo che si basa sull’uso terapeutico di ioni pesanti – ha spiegato Orecchia – che possono essere efficaci su tutti i malati ma non su tutti i tipi di tumori. Per questo motivo i prossimi casi verranno sottoposti al giudizio di un comitato scientifico ed etico – conclude – e selezionati secondo dei criteri clinici stabiliti dal consiglio superiore di sanità”.

G. T.