Alluvione a Messina. Messa in sicurezza del territorio per il governo Monti

Governo Monti sulle calamità. Intervistato a Sky Tg 24, il neo ministro per l’ambiente, Corrado Clini, è intervenuto sui danni causati dal  maltempo e la mancata messa in sicurezza del territorio facendo riferimento, in modo particolare, all’alluvione che ha flagellato ieri il messinese provocando, oltre a gravi danni, la morte di 3 persone tra cui un bambino di 10 anni e un padre con suo figlio prossimo alla laurea.

Emergenza “voluta”. Secondo Clini, è fondamentale prevenire i danni piuttosto che lasciarsi travolgere dalle “calamità naturali”, sistematicamente gestite secondo una logica emergenziale. Sembrerà un’affermazione banale, ma non è così, considerando il fatto che finora la logica dell’emergenza l’ha fatta da padrona. Ciò significa spendere enormi quantità di denaro per ”rianimare” zone devastate dalla “furia climatica”, denaro  che, invece, potrebbe essere impiegato in modo razionale con degli interventi sistematici di messa in sicurezza del territorio.

Responsabilità. Non c’è più la mezza stagione. Non si tratta più di un modo di dire per riempire buchi di conversazioni banali. Il ministro spiega che, ormai, è un dato di fatto che il clima è cambiato e bisogna agire di conseguenza. In realtà, già negli anni scorsi, quando ancora non si avvertiva l’emergenza climatica, si è costruito laddove, seguendo la logica, sarebbe stato impensabile: a ridosso di fiumi, in zone ad alto rischio dissesto idrogeologico e così via. Secondo Clini, con la situazione climatica attuale, continuare a perseguire una politica edilizia di questo tipo significherà esporre a gravi pericoli il nostro Paese, fortemente vulnerabile alle calamità naturali.

Che fare.  Per il ministro dell’Ambiente bisogna concentrare le risorse per prevenire i danni, piuttosto che  impiegarle successivamente per operare sul territorio devastato. Concretamente, sarà necessario intervenire sui corsi d’acqua e, laddove risulterà necessario, sfollare le zone limitrofe, delocalizzando abitazioni e attività produttive in zone più sicure. Un’azione impopolare, ma doverosa. «Il nostro territorio – ha aggiunto Clini – è stato gestito molto male, in una situazione climatica che però consentiva di reggere davanti a eventi rari. Ora c’è una situazione di emergenza, lo abbiamo visto a Messina, in Liguria e Toscana». Bisognerà adottare, allora, nuove regole, adeguate all’attuale situazione climatica che vede l’alternarsi di lunghi periodi di siccità a fenomeni torrenziali. Si tratta di regole semplici e concrete come cambiare il sistema fognario, che in passato era stato concepito per accogliere quantità d’acqua di gran lunga inferiori rispatto ad oggi.

 Giovanna Fraccalvieri