Angela Merkel: “No agli Eurobond, occorre l’unione fiscale”

La Commissione Europea lancia l’allarme sull’economia dell’Eurozona nella bozza del rapporto 2012 sulla crescita, che sarà approvato oggi. Se non arriveranno presto delle misure convincenti  per combattere la crisi dell’Europa, le prospettive di crescita sono destinate a peggiorare in tutto il continente.  I paesi più in crisi dovranno necessariamente raggiungere gli obbiettivi di bilancio prefissati, nonostante la possibile variazione di alcuni elementi macroeconomici e anche eventuali revisioni al ribasso, non dovranno comportare ritardi nelle azioni di risanamento.

 

La reazione tedesca – Il governo tedesco, per bocca della cancelliera Angela Merkel, ha ripetuto all’Europa quella che è la ricetta di Berlino, per risollevare il vecchio continente, sprofondato nella più grave crisi economica dal secondo dopoguerra. E la soluzione è sempre la stessa: la creazione di un governo economico unico per l‘Europa. Per arrivare a ciò, la Merkel rifiuta categoricamente l’idea degli Eurobond e propone un cambiamento dei trattati, che miri addirittura all’unione fiscale europea:  “È straordinariamente riduttivo che la Commissione Ue suggerisca gli Eurobond. Con la socializzazione del debito non si risolve il problema. La Bce non può stampare moneta per salvare l’euro, e i Paesi in difficoltà dovranno rispettare gli obiettivi fissati per il risanamento dei loro conti pubblici”.La cancelliera ha poi aggiunto il succo della sua ricetta politico-economica:  “Se vogliamo recuperare la fiducia dobbiamo farlo attraverso dei cambiamenti introdotti a livello di trattati, di diritto, in modo da vincolarci. E questo è il primo passo verso un’unione fiscale e un edificio politico, che contempli un’armonizzazione fra competenze nazionali”.

 

Francia e Germania faranno il primo passo“E per questo motivo che ho concordato con il presidente Sarkozy, che per il 2013 Francia e Germania presentino una normativa fiscale comune per le imprese. Questo servirà a dare il buon esempio all’Eurozona. Diversamente non può funzionare”.

Luca Marrelli