Francia: la crisi. Nuovi tagli al personale

 

 

Dalle nuove analisi emergono i problemi della Francia, tra i Paesi a moneta unica. Nella classifica, che tiene conto di vari indicatori tra cui la crescita e la competitività, la spesa pubblica e la sostenibilità fiscale, la Francia è al 17° posto con la Spagna ma prima dell’Italia. Nelle graduatorie delle misure prese per affrontare la crisi, la Francia è terzultima a causa del costo del lavoro e della competitività; per quanto riguarda le esportazioni è penultima e ultima come peso della spesa pubblica.

 

Il gruppo Psa (Peugeot-Citroen) ha annunciato di voler ridurre di 6000 il numero degli addetti in Europa, i tagli saranno 4000 solo in Francia, anche per Société Generale.

 

Le piccole industrie devono fare i conti con banche sempre più restie a fare prestiti, che, dopo aver ridotto la collaborazione con i paesi periferici, vendono anche il debito francese. Parigi necessita di un nuovo intervento, che si posticipa a dopo le elezioni dell’anno prossimo. Non necessariamente Sarkozy uscirà dalla lista dei dirigenti eliminati dall’incombente recessione anche se il suo avversario, Françoise Hollande, promette l’assunzione di 60.000 insegnanti e il ritorno alle pensioni a 60 anni, proposte che sembrano appartenere ormai alla preistoria.