Il sistema finanziario del dragone è a rischio

 

Il fondo monetario internazionale lancia un allarme: in Cina il sistema finanziario rischia di indebolirsi troppo. Nonostante le banche cinesi abbiano fatto passi avanti verso l’economia di mercato, il mondo del credito è ancora dominato e guidato dallo Stato che tramite il sistema bancario finanzia troppo generosamente le sue grandi aziende. I prestiti facili concessi alle aziende di stato, ai consorzi pubblici e agli enti locali stimolano gli investimenti dando origine a un forte squilibrio. La soluzione, secondo il fondo monetario, consiste nel riformare il sistema bancario, partendo dal suo cuore, cioè il meccanismo che origina il tasso di interesse e il tasso di cambio. Le banche dovrebbero poter offrire rendimenti e prestare denaro a condizioni diverse rispetto ai competitori, in questo modo il business creditizio potrebbe essere regolato da una reale logica di mercato. Nonostante il rischio di compromettere la crescita economica del Dragone, il sistema sembra ancora solido anche se potrebbe subire danni da altri eventi negativi.

Il Fondo monetario fornisce un consiglio a Pechino: la Cina dovrebbe modernizzare i suoi istituti di credito rendendoli più market oriented e preparare il sistema finanziario a superare stadi di crisi.

I fattori a rischio sono i seguenti: l’impatto sulla qualità dei bilanci delle banche, l’aumento del credito, l’aumento di attività creditizie fuori bilancio e fuori settore bancario, i livelli alti dei prezzi immobiliari e l’aumento degli squilibri in seguito alle dinamiche di crescita e progresso. L’Fmi consiglia alla Cina una riforma del sistema.