La Germania non è uscita dalla crisi

 

L’economia tedesca si è aperta ai paesi emergenti, nonostante ciò l’Eurozona è il suo primo mercato e una sua recessione avrebbe un impatto sul Pil della Germania, la quale non è al riparo da tali rischi. Germania e Francia hanno contrastato la contrazione del Pil in altri Paesi e gli investitori hanno portato nuovi flussi verso i titoli di Stato tedeschi, nonostante ciò il Prodotto interno lordo sarà vicino a 0 nei prossimi mesi. L’ufficio federale di statistica riconduce la crescita del Pil dello 0,5% a luglio-settembre, alle spese per i consumi e agli investimenti in macchinari, senza menzionare l’export. Secondo gli economisti ci sarà una contrazione e scoraggianti prospettive per il 2012 a causa dell’indebolimento del commercio mondiale e delle conseguenze della crisi del debito sovrano nell’Eurozona, situazione che peserà soprattutto sugli investimenti. Secondo Andreas Rees, capoeconomista di unicredit a Monaco di Baviera, la Germania non va sottovalutata ed eviterà una recessione anche se dovrà subire un rallentamento. I mercati offrono condizioni di finanziamento basse, a causa di una fuga da obbligazioni rischiose che hanno coinvolto anche francia, austria e Olanda. Ciò ha però avuto impatto sul valore del portafogliodi tali titoli detenuto dagli Istituti di credito tedeschi.

Per Berlino si sono rivelati un grosso affare i prestiti alla Grecia nonostante le proteste dei politici e dell’opinione pubblica, con un tasso del 3,5%.

Londra dice no alla Tobin tax, voluta dalla Merkel, la tassa sulle transazioni finanziarie.