Randagismo: dopo l’Ucraina, la Romania approva la legge ammazza animali

Stanno facendo il giro della rete, suscitando l’indignazione degli animalisti ma anche della gente comune, le immagini dei randagi uccisi brutalmente in Ucraina in vista degli Europei di calcio del 2012. Centinaia di cani e gatti vengono catturati per strada, avvelenati e poi ‘smaltiti’ in forni crematori mobili, nella migliore delle ipotesi, oppure bruciati vivi e lasciati morire tra atroci dolori, stando alle testimonianze di alcuni abitanti.

L’appello del Ministero dell’Ambiente – Un provvedimento necessario per conferire al Paese un’immagine dignitosa in vista dell’evento più importante del 2012, dicono i Sindaci dei vari paesi: una strage inutile e crudele, compiuta anche davanti agli occhi di bambini che, impietositi, accompagnano, con le loro carazze, i poveri randagi verso il trapasso, ammoniscono i cittadini. A niente sono servite le proteste promosse dagli animalisti, ma, forse, l’intervento delle Società sportive, di certo più popolari, potrebbe indurre il Governo a porre fine a questa barbarie, almeno fino alla fine degli Europei di calcio. Il Ministero dell’Ambiente sta, infatti, sollecitando i sindaci dei vari paesi affinchè provvedano alla costruzione di rifugi per i randagi, anziché sopprimerli come prevede la legge. Benché l’annuncio, però, appaia animato dai più nobili propositi, quello che lascia perplessi è in che modo l’Ucraina possa finanziare la costruzione dei rifugi, in un momento così delicato dal punto di vista economico, riflessione che lascia ipotizzare che il monito del Ministro Mykola Zlochevsky sia solo un ammonimento ‘di facciata’ per placare le critiche in vista degli Europei 2012.

Legge ‘ammazza randagi’ in Romania – Qualunque sia il reale proposito del Governo ucraino, il fenomeno di queste crudeli leggi anti randagismo, è molto più diffuso di quanto si pensi, poiché interessa anche altri Pesi dell’Est Europa. E’ passata in questi giorni, dopo essere stata accantonata per quattro anni, la legge sul randagismo in Romania. E’ quanto fa sapere l’associazione ‘Save the dogs‘, che molto si è battuta contro la ‘mattanza’ dei randagi in Romania. La legge, approvata con 168 voti a favore, 11 contrari e 14 astensioni, prevede che il destino dei randagi debba essere deciso dai sindaci dei singoli paesi, ai quali sarà demandato il compito di stabilire, attraverso referundum e ‘incontri di quartiere’, se procedere o meno alla soppressione dei randagi. Le insistenze dei cittadini e gli interessi delle lobby, che dalla cattura e dall’uccisione degli animali traggono ottimi profitti, hanno avuto la meglio, dunque, nonostante i dati degli anni scorsi avessero sottolineato che la ‘politica della mattanza‘ non faceva altro che aumentare il randagismo e costituire un enorme spreco di denaro pubblico.

Necessaria direttiva dell’Unione Europea – La sorte di questi poveri animali sarà quindi nelle mani dei privati cittadini ma, considerato lo scarso livello di educazione, soprattutto nelle campagne e nelle località periferiche, e l’approccio demagogico della maggior parte degli uomini politici, è prevedibile che saranno poche le città che preferiranno la sterilizzazione dei randagi e la registrazione all’anagrafe canina quali rimedi per contrastare gli abbandoni, allo sterminio indiscriminato e cruento. L’unica speranza, come sottolinea correttamente ‘Save the dogs’, è che l’Unione Europea prenda posizione sulla questione, vagliando una serie di direttive a cui tutti gli Stati debbano attenersi nello stilare le proprie leggi in materia di controllo del randagismo. Fino a che ciò non accadrà, però, saranno ancora centinaia le vittime di questo atroce e ingiustificato massacro.

Francesca Theodosiu