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Yemen, a Riad Saleh firma la transizione dei poteri

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Il Presidente yemenita, Ali Abdallah Saleh, al potere nel Paese da 33 anni, avrebbe firmato oggi a Riad, in Arabia Saudita, un accordo di cooperazione con l’opposizione secondo il quale egli cederà i suoi poteri al suo vice, Abd-Rabbu Mansoru Hadi, in vista delle elezioni presidenziali anticipate.
Con questa ratifica ufficiale, che ha avuto una lenta maturazione a causa dei continui rinvii da parte di Saleh (ma secondo alcune fonti legate al presidente il ritardo sarebbe dovuto al veto di uno dei partiti di opposizione), lo Yemen cerca di voltare pagina verso una possibile transizione incruenta, al termine di 10 lunghi mesi di guerra civile. Parlando all’agenzia Reuters, il capo del Consiglio Nazionale all’opposizione, Mohammed Basindwa, ha confermato il raggiungimento dell’intesa concordata “dopo l’intervento di diplomatici USA ed Europei, che hanno esercitato pressioni su entrambe le parti per raggiungere un compromesso”.

Un Presidente “senza poteri formali”? – secondo alcune indiscrezioni, confermate dagli stessi membri dell’opposizione, l’accordo non determinerà l’uscita di scena di Saleh dalla vita politica dello Yemen: sebbene infatti verrebbe garantito un processo di transizione gestito in modo congiunto, esso verrebbe governato da un fedelissimo del presidente: lo stesso Saleh manterrebbe la carica presidenziale, sia pur formalmente, fino alle elezioni che si dovrebbero tenere in gennaio.

La rivolta yemenita, scoppiata all’inizio dell’anno per chiedere le dimissioni di Saleh (ex Presidente dello Yemen del Nord che ha mantenuto la carica anche dopo l’unificazione del Paese nel 1990), ha provocato sinora circa 1500 morti. Oscurata mediaticamente dalle altre rivolte della cosìddetta Primavera araba, ha registrato anche una decisa partecipazione femminile: la 32enne Tawakkul Karman, una delle rappresentanti di questi movimenti, è stata insignita quest’anno del Premio Nobel per la Pace.

Tommaso Palmieri