Il Senato abolisce i vitalizi, ma solo dalla prossima legislatura

Il taglio dei vitalizi – Dopo aver chiesto sacrifici ai cittadini, anche la politica ha deciso di fare la sua parte tagliando qualche voce di spesa. Oggi infatti, il Consiglio di presidenza del Senato ha deciso con tutti i voti a favore di abolire i vitalizi per i Senatori.  Ciò a partire però solo dalla prossima legislatura, riguarderà quindi i nuovi eletti non appena il governo Monti terminerà il suo mandato.
Non era infatti possibile modificare anche il regime del vitalizio attuale, “giuridicamente non eravamo competenti”, è quanto ha detto Benedetto Adragna, questore a Palazzo Madama, “si sarebbero intaccati diritti acquisiti“.
Non è concepibile un regime diverso, per deputati e senatori. Ritengo comunque che bisognerà adeguarsi al sistema vigente per il resto dei cittadini, quindi quello contributivo, con la possibilità da parte degli onorevoli di scegliere una pensione integrativa. E anche l’età a partire dalla quale potrà essere percepito l’assegno dovrà essere identico a quello del resto della popolazione. Quindi, se salirà a 67 anni, dovrà adeguarsi anche per noi“, ha concluso.

Altri tagli – La decisione di oggi non riguarda solo i vitalizi, ma anche altre voci come la tipografia, che dovrebbe far risparmiare un milione e mezzo di euro riducendo il numero di copie attraverso la digitalizzazione.   
Non solo, ci sono tagli anche ai servizi assicurativi che riguardano sia i senatori che i dipendenti di palazzo Madama. “Avevamo previsto una spesa di 9 milioni e 300 mila euro per il triennio valida per tutte le ipotesi del ramo danni e infortuni. Abbiamo deciso di fare una gara per il valore massimo di 6 milioni 450 mila euro. Ci siamo arrivati eliminando una serie di garanzie che facevano aumentare il prezzo“.
A giugno avevamo deciso di puntare a un taglio pari all’un per cento della spesa. Siamo riusciti a raggiungere questo obiettivo senza intaccare i fondi di riserva, ma risparmiando sui costi dei servizi: dalla comunicazione istituzionale (oltre un milione in meno), ai servizi informatici (con un taglio di 700 mila euro), dalle spese sulla manutenzione (con un taglio di 430 mila euro), ai beni materiali di consumo (247 mila euro), fino al ristorante“.