Messico, ritrovati i corpi di 23 vittime dei narcos

Macrabo ritrovamento- Violenza senza fine nelle città messicane. Questa mattina un macrabo ritrovamento nelle vie di Guadalajara, la seconda città del paese, ha ricordato al mondo la sanguinosa guerra tra i cartelli della droga e le forze di polizia. I corpi di almeno 23 persone- tutte di sesso maschile- sono stati ritrovati in tre fuoristrada stazionati a pochi passi dell’Arco del Milenio, uno dei simboli della città, e vicino ai saloni dell’Expo, dove tra pochi giorni avrà inizio la Fiera internazionale del libro, la più importante del mondo ispanico.

Alleanza tra i cartelli-– Accanto ai corpi è stato ritrovato un biglietto firmato da due dei più spietati cartelli della droga “Milenio” e “Los Zetas”, che secondo indagini recenti si sarebbero alleati per controllare gli affari della città. Il biglietto sarebbe indirizzato al governatore dello stato Emilio Gonzáles Márquez, appartenente al Pan (partito azione nazionale) del presidente Felipe Calderón. Solo ieri nella provincia di Sinaloa, sono stati ritrovati 26 cadeveri- 16 dei quali carbonizzati- che erano ammucchiati in due furgoncini. La strage, in questo caso, è stata rivendicata dal solo gruppo de “Los Zetas”.

Guerra ai narcos- Fu proprio l’attuale presidente Felipe Calderón a cominciare, circa cinque anni fa, una guerra contro il narcotraffico. Una guerra che fino ad oggi è costata la vita a circa 40mila persone. . Un sondaggio nazionale pubblicato dai principali quotidiani messicani ha rivelato che tre messicani su dieci sarebbero favorevoli a un’eventuale negoziazione tra il governo e i narcos per porre fine alle violenze.
Annastella Palasciano