Rapinavano banche con l’ambulanza: 22 arresti

Refurtiva in ambulanza – Mettevano a segno una rapina e poi fuggivano con l’ambulanza, con questo sistema sarebbero stati commessi oltre 30 colpi in due anni, per un bottino complessivo che supera i 600mila euro. La banda, composta da alcune decine di persone, agiva in tutta Italia prendendo di mira gli istituti di credito dai quali si allontanava poi inosservata grazie al veicolo singolare: un’autolettiga del ‘Sant’Agata Soccorso’.

Rapine in tutta Italia – Questo è quanto emerso durante l’indagine denominata ‘Travelling riders‘ che questa mattina ha portato all’arresto di 22 persone. L’inchiesta è stata avviata nel novembre 2009 dalla Squadra Mobile di Enna in collaborazione con il commissariato di Piazza Armerina a seguito di ripetuti assalti subiti tra 2008 e 2009 da alcuni istituti di credito siciliani: il gruppo criminale, orchestrato da Mario Marino e Giuseppe Cavallaro, avrebbe colpito anche in Calabria, nel Lazio, nelle Marche e in Lombardia.

In manette grazie alle intercettazioni – Per individuare i colpevoli sono state necessarie numerose intercettazioni sulle utenze cellulari, rese difficoltose dal fatto che gli indagati cambiavano frequentemente schede telefoniche, oltre a controlli anagrafici ed accertamenti bancari. I rapinatori avrebbero potuto contare sull’appoggio di Giorgio Speciale, che forniva loro alloggi e informazioni per mettere in atto i colpi nel milanese, mentre l’avvocatessa Elisabetta Pietracci, legale della banda, è accusata di concorso esterno in associazione per delinquere perché avrebbe svolto un ruolo di collegamento tra i detenuti e i complici a piede libero.

Irene Lorenzini