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Violenza sulle donne: oggi la Giornata Internazionale

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Ricorre oggi, 25 novembre, la ‘Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne‘, istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare i governi e la società civile riguardo il fenomeno. Una data non scelta a caso, ma in ricordo dell’assassinio delle sorelle Mirabal, prese in un’imboscata da agenti del servizio segreto militare durante il regime domenicano di Rafael Leonidas Trujillo, torturate e uccise.

Fenomeno in crescita – Gli episodi di violenza sulle donne sono in costante crescita e, stando ai dati diffusi dall’Onu, una donna su cinque in tutto il Mondo è vittima di violenza o di tentativo di violenza nella sua vita. «Arginare e prevenire la violenza contro le donne deve essere una delle priorità del legislatore. Nonostante i numerosi interventi il fenomeno, in Italia e soprattutto in Sardegna, è in continua crescita. Il Consiglio regionale è particolarmente sensibile al problema. Lo ha dimostrato anche in questi giorni inserendo tra le priorità della Seconda commissione Diritti civili la Proposta di legge sullo stalking». E’ quanto affermato dal presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Claudia Lombardo. «Parlare di abusi contro il genere femminile – ha continuato la Lombardo -, in concomitanza con le celebrazioni per la giornata mondiale contro la violenza, può apparire un atto dovuto. Ma non lo è. Piuttosto è un ulteriore momento che serve a tutte le donne per aprire gli occhi, per denunciare con forza gli episodi di violenza e aiutare coloro che hanno bisogno: la solidarietà femminile può fare molto in una società».

Dati allarmanti – Secondo i dati forniti dall’Associazione nazionale D.i.Re., solo in Italia sarebbero quasi 7 milioni le donne tra i 16 e i 70 anni che avrebbero subito almeno un tipo di violenza. Da gennaio a settembre nel nostro Paese sono state uccise 92 donne, il che vuol dire che, nei primi nove mesi dell’anno è morta una donna ogni 3 giorni. «Le donne che subiscono violenza sono spesso invisibili e sole, lasciate più sole anche dagli ultimi provvedimenti del Governo Berlusconi; infatti con i tagli imposti agli enti locali, molti ‘Centri anti-violenza‘ rischiano la chiusura forzata. È una questione di civiltà e quello che serve oggi è più prevenzione e contrasto da una parte, sostegno alle vittime e inclusione dall’altra. Servono atti concreti, subito, perchè si fermi il massacro, per restituire a tutte le donne del mondo la propria vita , perchè le donne sono vita». Lo ha affermato Rosanna Rosi, responsabile delle politiche di genere della Cgil nazionale. «Ogni anno milioni di donne nel mondo subiscono violenza, un fenomeno diffuso in ogni angolo del pianeta che non accenna a diminuire», ha ricordato Rosi. Nel mondo una donna su tre e in Europa una donna su 4 è stata sottoposta a violenza. In Italia sono almeno un milione all’anno. Gli ultimi dati internazionali dicono che sono le donne tra i 15 e 44 anni ad essere quelle più esposte al rischio di violenza carnale e all’interno della famiglia. Le percentuali sono più alte di quelle sui tumori, la malaria e gli infortuni stradali»

Violenza sul lavoro – Sempre più frequenti anche le molestie sui luoghi di lavoro, che colpiscono dal 5 al 20% delle lavoratrici in Europa. E, sempre riguardo al lavoro, un altro tipo di violenza si cela dietro le difficioltà di trovarlo, nel veder riconosciuta la propria professionalità e nei ricatti che le donne sono spesso costrette a subire se vogliono avere un figlio, spesso indotte, pre questo motivo, a firmare dimissioni in bianco. «Bisogna dunque rafforzare il nostro impegno contro le violenze di ogni tipo -ha concluso la sindacalista della Cgil- che rappresentano non solo una violazione di diritti umani fondamentali ma anche un ostacolo alla parità tra uomo e donna, un impedimento allo sviluppo dei paesi e dei popoli, che non facilita i processi di pace e di eguaglianza nel mondo». .

Francesca Theodosiu